“I governatori sono i primi responsabili della salute dei propri cittadini e quindi del numero elevato di morti giornalieri e dei costanti contagi giornalieri. Alzino la voce e si facciano rispettare dal Governo altrimenti prendano misure più restrittive in autonomia”. Così in una nota il presidente di Agcai, Benedetto Palese (nella foto).

“Il sistema a colori non è stato sufficiente ad evitare tutto ciò, non ha evitato la morte di una media di 500 persone al giorno superando addirittura quelli della prima ondata. Gli ultimi provvedimenti non funzioneranno neanche con le zone rosse circostanziate ai soli comuni con maggiori contagi, perché nelle zone gialle comunque i contagi sono troppi e difficilmente si passa alla zona bianca che permetterebbe zero mortalità, zero contagi e la riapertura di tutte le attività non essenziali ormai allo stremo. Normalmente da zona gialla si ritorna in zona arancione, non si finisce in zona bianca.

Solo una zona rossa come a marzo in tutta Italia, esperienza che ha funzionato, potrebbe portarci ad un azzeramento dei morti e dei contagi. Di conseguenza una volta arrivati a zero morti e zero contagi si effettui il passaggio direttamente a zona bianca, e solo allora si potrà procedere con l’apertura regolare di tutte le scuole con un buon sistema di trasporto organizzato al fine di evitare assembramenti, e la regolare apertura di tutte le attività con protocolli rigidi, evitando così la chiusura e il conseguente fallimento di tante imprese. Non si capisce perché una misura che ha funzionato a marzo non sia stata adottata anche ai primi di ottobre al nuovo aumento dei primi casi, questa volta però chiudendo anche le frontiere (causa principale del ritorno del virus in Italia quest’estate).

Se con la zona gialla (che non è a contagi e morti a zero) si dispone la chiusura di cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi e impianti sciistici, ormai tutte imprese vicine al fallimento perché ritenute attività non essenziali (non certamente per chi ci lavora), mantenendo in zona gialla l’apertura solo di centri commerciali, supermarket, negozi, ristoranti e bar fra l’altro in orari ridotti anziché prolungati, la gente autorizzata ad uscire trova chiuse tutte le attività prima menzionate e quindi è portata a rimanere per strada formando inevitabili assembramenti vicino ai centri commerciali, ai negozi o ai locali pubblici.

Non sarebbe meglio che in zona gialla, che altro non é che un liberi tutti, si aprano tutte le attività in modo che ci sia una dislocazione di gente nei cinema, altra nei teatri, altra in palestra, altra in piscina, altra in una sala giochi o a sciare? Tutti luoghi che possono garantire sicurezza con adeguati protocolli anti Covid. Bisognerebbe intensificare i controlli, gli esercizi che non rispettano le regole sanzionarli o decretarne la chiusura, anche perché bisognerà convivere con il virus ancora per un bel po’. La campagna vaccinale sarà lunga, non si può aspettare e i ristori non sono sufficienti. Non è perdonabile che in questa seconda ondata si é arrivati a più morti della prima. Vuol dire che qualcosa non ha funzionato. La zona arancione e la zona gialla vanno eliminate, a meno che la zona gialla la si ritenga sicura (con i parametri usati è difficile) e allora in zona gialla si devono aprire tutte le attività. Ma non è mai troppo tardi per cambiare sistema, speriamo che i governatori se ne rendano conto almeno per salvare la stagione turistica di cui tutta Italia ha bisogno, e siano influenti sul Governo”.