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(Jamma) “Ancora una volta, parte della stampa tenda a fare propaganda politica anziché dare corretta informazione”. Così Massimo Roma, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Sapar (Servizi per le pubbliche attrazioni ricreative), commentando la notizia di un quotidiano sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico in Emilia Romagna.

“A tal fine, poiché di numeri si parla, approfondiamoli per una volta in maniera seria facendo  alcune considerazioni che sicuramente verranno recepite dall’attento lettore – ha proseguito Massimo Roma -. Nel 2016 presso le ASL dell’Emilia Romagna risultavano in carico (cfr: relazione Assessore alle politiche per la salute della regione Sergio Venturi): 18.357 soggetti per dipendenza da sostanze proibite, 7.060 soggetti per dipendenza da alcool, 1.412 soggetti per dipendenza da tabacco, e 1.382 soggetti per dipendenza da gioco. Secondo una recente ricerca fatta dal Ministero della Salute sulle persone in cura presso i SERT, gli apparecchi da gioco (Slot e VLT accomunati nella classifica ma molto diversi tra loro in tema di pericolosità) occupano “solo” l’ottava posizione nella triste classifica della pericolosità con una percentuale del 6,6%”.

Ricorda quindi il vicepresidente Sapar: “di tutte le 1382 persone con dipendenza da gioco in cura presso i SERT in Emilia Romagna, abbiamo mediamente 93 giocatori dipendenti da Slot e Vlt residenti in Emilia Romagna attualmente in cura. Tenendo conto che nella regione i residenti maggiorenni sono 3.730.775, e i Comuni 334, possiamo affermare che la percentuale di dipendenti da Slot e Vlt in Emilia Romagna, su una popolazione residente maggiorenne, è pari allo 0,0025%, mentre il numero medio giocatori dipendenti da Slot e Vlt per Comune è di 0,28”.

“Nonostante questo la legge di contrasto alle dipendenze da gioco in vigore nella regione colpisce solamente Slot e Vlt –  prosegue Massimo Roma -. Tutte le altre forme di gioco, riconducibili alle grandi lobby, ben più pericolose come dice il Ministero della Salute, non vengono minimamente toccate! Proseguendo nello sviscerare i dati forniti con il vostro articolo relativamente alla spesa del giocatore in Emilia Romagna, vi invitiamo a fornire dati ufficiali (Agenzia Autonoma Monopoli di Stato) e non dati elaborati da terzi (Gaming Report). In effetti i dati forniti da AdM evidenziano che la spesa del giocatore corrisponde ai soldi introdotti meno le vincite effettuate.

A fronte del fatto che le vincite effettuate, per legge, non sono inferiori al 70%, trascurando i 48.200.000 turisti (fonte: Regione Emilia-Romagna) che hanno visitato la regione nel 2016, dati AdM alla mano, si ha che la spesa del giocatore in Emilia Romagna è pari 0,70 € al giorno”.

Conclude quindi Massimo Roma: “Se il Ministero della Salute conferma che Gratta e Vinci e altre offerte di gioco sono più pericolose di una AWP, perché puntare il dito sulle sole AWP se il costo di un singolo biglietto di Gratta e Vinci arriva a 20 euro, e si possono vincere milioni di euro, mentre con una AWP si gioca al massimo 1 euro e la vincita massima è di 100 euro?”.

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