“Questa è la foto del Movimento 5 stelle in Piemonte. Hanno avuto il tempo di stampare adesivi e recuperare una vecchia slot. Al di là del tempo a disposizione dei signori consiglieri e dall’ostruzionismo messo in atto per impedire un dialogo costruttivo in consiglio regionale quello che salta all’occhio è la qualità della rappresentanza a 5 stelle con cui in Piemonte (e nel resto d’Italia) abbiamo a che fare”. Così in una nota Sapar.

“A livello nazionale abbiamo avuto l’ex ministro dello sviluppo economico Di Maio (che dopo l’eccellente lavoro è stato mandato in esilio alla Farnesina) che per anni ha detto di aver aumentato le tasse alla “Lobby” del gioco, in realtà aumentandole solo alle piccole e media imprese. E se Di Maio è la punta di Diamante a Roma in Piemonte chi abbiamo? Abbiamo una classe politica estratta a sorte dalla piattaforma Rousseau, che per ora ha un peso in consiglio regionale così come in parlamento. Un sindaco Appendino che dagli ultimi sondaggi a Torino danno allo “zerovirgola” ma che conferma la sua lista di luoghi sensibili con asili e stazioni ferroviarie. Consiglieri disorientati dall’evaporazione dei consensi, che pensano soltanto a salvare la pelle alle prossime elezioni.

Gente che davanti all’evidenza dei fatti fa finta di nulla.

• La CGIA di Mestre che ha inequivocabilmente dimostrato che il gioco dal 2016 è aumentato.

• L’istituto Superiore di Sanità ha certificato che il distanziometro peggiora la situazione dei ludopatici.

• La Guardia di Finanza dichiara il record di sequestri in Piemonte di macchine contraffatte.

• Dichiarazioni giurate di periti che affermano che con questa legge solo l’1% del territorio è autorizzato al gioco.

Neanche davanti ai fatti reali smettono di ripetere il mantra di una buona legge fatta per il bene dei piemontesi. Probabilmente a forza di ripetere queste cose stanno cominciando a crederci anche loro.

Ciò premesso in ‘game over’ non c’è ancora nulla se non la pazienza di 5.200 famiglie piemontesi disperate. La guerra della Lega va avanti, l’ostruzionismo della sinistra (un tempo non erano i paladini dei lavoratori?) anche, con poche idee ma ben confuse, ed il resto del centrodestra che deve ancora capire se conviene cavalcare la demagogia o salvaguardare lavoratori e salute pubblica.

Restiamo comunque, come associazione di piccole e medie imprese, disponibili al dialogo come è accaduto in altre regioni d’Italia. Anche con chi nei 5 Stelle volesse approfondire l’argomento, pur rimanendo delle proprie convinzioni ma che almeno fosse aperto ad un dialogo costruttivo”.