”A metà giugno i nostri dipendenti non potranno più usufruire degli ammortizzatori sociali nonostante la perdurante chiusura delle aziende”. È l’allarme lanciato da Massimiliano Pucci (nella foto), Presidente di AsTro.

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“Risulta chiaro come la politica stia adottando condotte palesemente discriminatorie in contrasto con i più elementari principi di uno stato di diritto per un settore, quello del gioco lecito e autorizzato dallo Stato, che ad oggi non è rientrato nei radar delle riaperture. I Decreti Cura Italia e Rilancio hanno cadenzato le fasi di riapertura per ciascun tipo di attività collegandole al pericolo contagio. La nostra categoria è sotto una sorta di giudizio etico/sociale che non ha nulla a che vedere con la ratio dei provvedimenti governativi”.

I Decreti Cura Italia e Rilancio avevano concesso rispettivamente nove e cinque settimane di cassa integrazione per i dipendenti. Altre 4 settimane sono poi previste per chi ha consumato il bonus delle complessive 14 settimane ma solo a partire dal primo settembre. Le imprese di gioco stanno dunque per terminare la Cig dovuta all’emergenza, non hanno ancora prospettiva di riapertura e – per effetto delle misure del Governo – non potranno neanche licenziare i lavoratori: “Se non interverranno dei correttivi, non resterà che la chiusura delle attività” conclude Massimiliano Pucci.