“Ho la sensazione che probabimente abbiamo sbagliato un po’ l’approccio in questo contesto, con una visione un po’ miope. Non abbiamo colto la complessità del tema del gioco e della scommessa. Sono stati adottati meccanismi che non hanno favorito l’emersione del settore a livello legale e allo stesso tempo non ci hanno dato la possibilità di cogliere scenari che potrebbero aiutarci a valorizzare delle opportunità per la tutela del consumatore”.

Lo ha detto Raffaella Grisafi (nella foto), vice presidente Osservatorio Imprese e Consumatori, intervenendo al convegno – organizzato dall’associazione Konsumer Italia – che si è tenuto oggi a Roma, presso il CNEL, dal titolo “Giochi e scommesse in Italia, la multidisciplinarietà normativa, il ruolo del consumatore e le prospettive di innovazione digitale”.

“Spesso la fisionomia del giocatore patologico è caratterizzata da determinate fasce di età, specifiche zone geografiche, sesso, se incrociamo questi dati vediamo che la fisionomia dei soggetti corrisponde anche in altri campi finanziari. Mi chiedo se questa interazione sia casuale. Se invece di utilizzare le carte di pagamento come strumento di blocco al gioco noi le utilizzassimo come un sistema di auto monitoraggio del limite, per estrapolare dati e attivare degli alert, potrebbe essere utile. Ci sono dei settori del gioco che ad oggi sono totalmente preclusi all’utilizzo della moneta elettronica, ad esempio nel bingo l’acquisto della cartella deve essere fatto con denaro contante. Non sarebbe forse il caso di provare a digitalizzare il sistema dei pagamenti anche in questi settori? Perchè non cominciare a pensare ai luoghi di gioco non come posti da nascondere, ma come ambiti di sviluppo per un’educazione consapevole, con ambienti appositi? Bisogna provare a trasformare l’occasione di gioco in un’occasione di formazione e tutela del consumatore, provando a intercettare nelle varie fasi di gioco momenti in cui il consumatore possa incosciamente ricevere degli input che lo possano sensibilizzare. Il settore dei giochi è altamente tecnologico e digitalizzato, perchè non sfruttare questo aspetto e la prossimità di questi luoghi di gioco? La differenza la farà il gioco di squadra. L’auspicio è quello di continuare in una logica di regolamentazione, perchè ciò che non regoli prolifica. Noi in questa materia il vuoto non ce lo possiamo permettere”, ha concluso Grisafi.