“E’ la prima volta che vedo uno studio fatto con numeri attendibili, con rigore scientifico. E’ importante perchè lo sport più praticato in questo settore è quello di sparare numeri a casaccio. Diventa così difficile per chi deve risolvere i problemi riuscire a decidere serenamente e consapevolmente”.

Lo ha detto Pietro Ferrara (Centro studi AsTro) intervenendo al convegno dal titolo: “Occupazione, fiscalità, territorio: quale futuro? Radiografia del settore degli apparecchi da gioco”, organizzato a Roma da Assotrattenimento 2007-As.Tro e CGIA Mestre.

“Questo studio dovrà andare avanti per colloquiare con tutti gli operatori del settore e con la politica per capire a bocce ferme e con numeri certi come stanno realmente le cose. Il settore è importante, i numeri sono importanti, bisogna prenderne atto e capire come si possa in questo clima operare, non certo con una legislazione espulsiva. Come si fa a dire che un bancomat è luogo sensibile? Come è possibile che un compro oro apre vicino a me e io me ne devo andare? Fortunatamente cominciamo a vedere dei segnali. Così si vuole creare un problema serio ad un settore che ha fatto tanto per arrivare ad essere considerato al pari degli altri settori. Così certo non si va da nessuna parte, la certezza delle regole è una delle caratteristiche che ogni settore dovrebbe avere, servirebbe inoltre definire degli assetti stabili tra gli operatori del settore. La politica non può essere espulsiva, bisogna ricorrere alla tecnologia. Basta emarginare e ghettizzare il settore. E’ arrivato il momento di fare un contratto nazionale di lavoro per questo settore. Serve uniformità, così come avviene in tutti gli altri settori, che magari hanno anche un impatto economicamente meno rilevante”.

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