“Tutti sono consapevoli dell’esistenza dei vari divieti nei confronti dei minori, tanto per la vendita dei prodotti del tabacco, quanto per la partecipazione ai giochi pubblici con vincite in denaro. Alcune delle disposizioni di legge che impongono limitazioni nei confronti dei minorenni hanno origini lontane, altre meno, altre ancora sono state oggetto di recente rivisitazione in considerazione dell’evoluzione del mondo del tabacco, dell’espansione della sigaretta elettronica e, in generale, dei prodotti di nuova generazione. Ma che si tratti di gioco o di tabacco in ogni sua derivazione, tutte le norme che vietano ai minori l’accesso alle varie tipologie di prodotti intervengono, in ogni caso, per uno scopo, oltreché condivisibile, necessario: tutelare la salute dei più giovani. Fortunatamente i tabaccai sono attenti a non vendere prodotti ai minori la cui giovane età sia manifesta, a volte, però, superficiali nell’omettere la richiesta del documento d’identità nei casi più dubbi”. Così in una nota la Federazione Italiana Tabaccai.

“In questi ultimi tempi in cui i controlli si sono intensificati (e molti sono ancora in corso), è stata, infatti, riscontrata la spiacevole leggerezza di tralasciare questa importante pratica che non è soltanto un obbligo di legge, bensì un dovere civico e morale che non può essere oltremodo sottovalutato. Una pratica – prosegue la nota – che deve divenire una saggia consuetudine, soprattutto per una categoria che, nello svolgimento di determinate attività rappresenta e spesso si sostituisce, allo Stato. Un gesto, quello della richiesta del documento, che deve diventare una prassi, un’abitudine come molte altre che caratterizzano la gestione di una tabaccheria-ricevitoria. Del resto, la peculiarità dell’attività svolta impone al tabaccaio di essere, più di altri, socialmente responsabile. Diventa quindi indispensabile adottare una condotta votata al pieno rispetto delle regole e in base a logiche che non siano esclusivamente di tipo imprenditoriale. Indubbiamente negli ultimi anni la questione è diventata più complessa e la linea di confine piuttosto sottile: molti giovani, infatti, dimostrano più della loro età reale e così può capitare che si possa essere tratti in inganno, soprattutto se parliamo di ragazzi alla soglia della maggiore età. Tale eventualità, seppur per certi versi comprensibile, non può tuttavia costituire una giustificazione.

Anzi, è proprio in tali casi – aggiunge la FIT – che il tabaccaio deve avvalersi delle tutele varate in suo favore che gli consentono di chiedere un documento di riconoscimento per accertare la maggiore età dell’acquirente e, in caso di mancata esibizione, rifiutare la vendita o la partecipazione al gioco. Nessuno scrupolo, nessuna esitazione. Qualche giovanotto potrebbe anche sentirsi infastidito dalla richiesta avanzata dal tabaccaio, ma non dobbiamo lasciarci influenzare da quella che potrebbe essere la reazione del cliente. Ne va della sopravvivenza dell’attività e della reputazione di un’intera categoria che non può essere messa in discussione dal timore della replica seccata di un avventore o dalla perdita di pochi istanti di tempo per una richiesta lecita ed eticamente ineccepibile”, conclude la Federazione Italiana Tabaccai.

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