Se la chiusura delle sale giochi e degli esercizi commerciali specializzati nell’offerta di gioco dovesse essere estesa oltre l’11 maggio prossimo, senza eccezioni, l’esistenza di oltre i tre quarti delle medie imprese è a rischio”. Questo il preoccupante messaggio lanciato dalla federazione tedesca delle imprese di gestione di apparecchi e gestori di sale giochi.

L’attenzione è per gli stakeholders nel mercato tedesco dove sono soltanto tre i grandi player. In Germania la raccolta di gioco non è strutturata su un sistema concessorio e quindi su un oligopolio di grandi concessionari, ma l’evoluzione delle dinamiche commerciali ha portato al successo tre grandi reti di distribuzione che fanno capo a tre grandi gruppi, un oligopolio appunto come in Italia.

La differenza con l’Italia è che i grandi player tedeschi sono ancora guidati da dirigenti scelti dall’industria, persone di “mestiere”, mentre da noi sono molto spesso i fondi d’investimento – entrati nella proprietà dei concessionari dopo gli investimenti fatti per la distribuzione delle videolotterie – a decidere chi guida e la direzione che deve prendere il concessionario.

Pertanto dopo l’appello all’unità che abbiamo voluto fare sia alle associazioni di settore, sia ai tanti operatori che esternano sui social, sentiamo l’obbligo di chiedere ai dirigenti dei concessionari maggiore sensibilità verso gli stakeholders.

Fino ad oggi, anche se mai dichiarata, c’è stata una battaglia tra il concessionario e parte della sua rete di distribuzione secondo un disegno che andava verso l’accorciamento della filiera e la gestione diretta del punto di raccolta da parte del concessionario.

Il Coronavirus ha cambiato tutto. Se ci sarà ripresa dopo le riaperture, i risultati arriveranno solo se tutti troveranno convenienze e motivazioni per svolgere gli onerosi adempimenti che si presenteranno per l’offerta scommesse, con le lotterie e con gli apparecchi.

Non vogliamo nemmeno pensare che il manager nominato dal fondo di investimento possa essere inadeguato in questo momento di difficoltà del settore, crediamo invece che debba lavorare sulla sua sensibilità di percezione delle segnalazioni dei dirigenti dell’industria, delle indicazioni di chi ha maturato la sua esperienza in anni di mestiere nella vendita di gioco.

Peraltro, usando parametri e termini di marketing, in un momento in cui la promozione pull è vietata per legge, in tempi in cui non si può informare, interessare, e stimolare direttamente all’acquisto il consumatore, non resta che lavorare con un promotional mix principalmente push, cioè diretto alla rete di vendita con incentivi e agevolazioni che la mantengano in ottima salute.

Anche le pubbliche relazioni e le attività di lobbying devono andare in questa direzione, facendo inoltre comprendere, con i dati venuti a determinarsi in questo periodo di emergenza, come la distribuzione e la disponibilità del gioco non influiscono su comportamenti irresponsabili del giocatore, mentre è invece il disagio sociale ad alimentare le dipendenze.

Solo forza e fedeltà della rete vendita potrà portare a soluzioni di successo per l’industria dei giochi. E quello che viene è il tempo dell’industria, della ricostruzione, non c’è spazio – almeno nei giochi – per spregiudicate iniziative di finanza.

Lasciarsi tentare dal gioco da remoto, pensare di superare i macchinosi rapporti che implica il mantenimento di una rete vendita in salute, non è una alternativa valida per il medio periodo. In UK hanno bloccato i pagamenti con carta di credito, come era stato fatto in passato negli USA: se dovesse accadere da noi, il conto gioco per accettare l’offerta online potrà essere ricaricato solo attraverso una efficace rete di vendita.

Nel comparto degli apparecchi da intrattenimento gli operatori delle AWP, oltre alle difficoltà conseguenti al lockdown Covid, devono impegnarsi per cambiare la maggior parte delle AWP.

Un sondaggio fatto da Jamma indica che circa il 70% del campione intervistato deve sostituire più del 60% degli apparecchi in circolazione. Una indicazione importante per la strategia da scegliere nel prossimo futuro.

In conclusione, l’unione fa veramente la forza e non è un luogo comune in questo caso. m.b.

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