La riapertura delle attività non significherà, purtroppo, ripartenza dell’economia. È già chiaro a tutti che il periodo post emergenza Coronavirus sarà complicato da gestire. Primo ostacolo superare la diffidenza e il senso di insicurezza del cittadino nel frequentare luoghi aperti al pubblico. La gestione di un punto vendita dovrà dimostrare alla sua clientela la massima attenzione nella disinfezione di strumenti e servizi di uso comune, mettere a disposizioni detergenti e dispositivi di protezione individuali (DPI), controllare temperatura corporea e comportamenti dei clienti affinché accedano rispettando i requisiti di sicurezza e la distanza di almeno un metro tra loro.

Questo vuol dire investimenti in termini di strutture, servizi, materiali e risorse umane. Riapertura dunque nell’immediato significa spesa, e arriverà dopo più di un mese di inattività, con le aziende a casse vuote.

Alle attività riguardanti lotterie, scommesse, case e sale da gioco (ATECO 92) è associata una classe di aggregazione sociale pari al livello massimo (4) con una conseguente classe di rischio integrato di livello Medio-Alto.

I punti vendita specializzati (sale scommesse, sale bingo, sale dedicate Slot e VLT) generalmente esercitano in ambienti con superfici molto ampie, potrebbero procedere ad una riorganizzazione degli spazi interni e, forse, rispettare qualunque disposizione verrà imposta al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio. Ma a quali costi? Superfici ampie significa canoni di locazione importanti, una quantità di personale necessaria alla gestione e controllo che dovrà essere ulteriormente implementata con nuove unità per la gestione dell’accesso dei locali, in funzione dei metri quadri disponibili, per la distribuzione dei DPI e per pulizie più frequenti.

Per le sale da intrattenimento e biliardo (ATECO 93) tutto diventa più difficile per la presenza di clienti giovani e minori, che spesso non conoscono e non accettano volentieri le norme anticontagio, che si misurano in prove ludiche anche fisiche durante la fruizione dei giochi sugli apparecchi, dove molto spesso i cabinet sono multigiocatore e non a gioco singolo come AWP e VLT, dove i margini operativi si sono ridotti drasticamente negli ultimi anni e dopo il lockdown non ci sono più fondi per investimenti.

L’attività di gioco accessoria, all’interno di bar, tabacchi e altro, è costituita dai giochi da banco, ovvero Scommesse, Gratta e vinci, Lotto, SuperEnalotto, etc., e dagli apparecchi da intrattenimento AWP. Per i giochi da banco saranno sufficienti le misure adottate per la distribuzione da banco di ogni altro tipo di prodotto mentre per le AWP si dovranno pensare sistemi per la riduzione del rischio, per il rispetto del distanziamento sociale, osservando la distanza di almeno un metro tra un apparecchio e l’altro o inserendo l’AWP in box trasparenti mono-postazione che evitano ogni possibilità di contagio. Quindi anche in questo caso servizi straordinari di pulizia e disinfezione e messa a disposizione di guanti e mascherine. Ancora costi da sostenere e arrivano dopo più di un mese di mancati incassi proprio nel periodo in cui le AWP in esercizio devono essere aggiornate al nuovo payout.

Importante allora garantire un rapido e immediato accesso al credito, altrimenti è inutile parlare di date di apertura. E finanziamenti a fondo perduto. Se poi ci sarà ripartenza, se ci saranno ancora opportunità per le aziende del gioco e dell’intrattenimento, molto dipenderà dalla politica che saranno in grado di mettere in campo le associazioni che rappresentano il settore.

Saranno capaci di superare le mai sopite rivalità interne tra operatori di linee di prodotto differenti? Sapranno far capire che il periodo post-emergenza si potrà superare solo se il comparto saprà essere unito? Sapranno riconoscersi reciprocamente meriti ed opportunità? Riusciranno a farsi ascoltare dal Governo?

Mai come adesso ci siamo sentiti così vicini a tutte, indistintamente, quelle persone che lavorano per rappresentare la categoria chiamati ad un compito che potrà risultare vitale per migliaia di imprese e mai come ora abbiamo sentito la necessità di lanciare un appello a tutti gli esternatori di forum e social: evitate critiche, moderate i commenti e sforzatevi nel fornire suggerimenti costruttivi.

Quella che viene non potrà essere la stagione della protesta ma dovrà segnare l’inizio della ricostruzione.

m.b.