“Dopo l’Eurispes e l’Istituto Superiore di Sanità, arriva il semaforo rosso in materia di distanziometro anche dalla Corte dei Conti, che nella relazione relativa al rendiconto generale dello Stato per il 2018, afferma la correlazione tra la contrazione del mercato legale, determinato dalla riduzione del numero di apparecchi, dalle limitazioni orario e distanziometro, e l’incremento dei fenomeni illegali. Non so cosa altro serva ancora al governo centrale, di quali altri eminenti studi abbia bisogno per poter prendere posizione ed emanare una norma quadro in materia di giochi, che disciplini una volta per tutte in maniera omogenea il settore del gioco di Stato”.

È questo il commento del presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, Domenico Distante, alla relazione diffusa dalla Corte dei Conti e relativa alle politiche di Bilancio dello Stato, nella quale si legge che “La riduzione del numero degli apparecchi da intrattenimento stabilita dalle norme nazionali, unita all’inasprimento delle limitazioni di distanze da luoghi sensibili e degli orari di gioco da parte di norme regionali e locali, ha determinato una contrazione del mercato legale e un probabile incremento dei fenomeni illegali”.

“Questa relazione è un ulteriore supporto e conferma delle nostre posizioni sull’argomento – dichiara Distante – ovvero che l’inutile arma del distanziometro, impiegata come falso deterrente per prevenire le dipendenze legate al gioco patologico, in realtà ha generato non solo un vero e proprio caos nei regolamenti regionali, ma soprattutto – come denunciato da tempo da Sapar – ha determinato una diminuzione dei presidi legali determinati dai luoghi fisici di gioco, favorendo di fatto l’espulsione dell’offerta di gioco legale a vantaggio di quello illegale, oltre alla perdita di posti di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori delle piccole e medie imprese del settore del gioco legale, foraggiando al contempo la criminalità organizzata”.

Commenta su Facebook