”Concordiamo con quanto proposto dal senatore Endrizzi sebbene le sue considerazioni risultino postume rispetto ai numerosi appelli, alle manifestazioni e alla mobilitazione della nostra Associazione in riferimento ai rischi che il proibizionismo possa produrre nel gioco pubblico”. Così in una nota il presidente Sapar, Domenico Distante.

“E’ altrettanto noto che l’interesse delle mafie per il gioco d’azzardo è storico, tanto più che le limitazioni imposte in maniera del tutto disomogenea sul territorio nazionale attraverso leggi regionali e regolamenti comunali contribuiscono a favorire la diffusione della illegalità. Le critiche più volte mosse da Sapar trovano evidenti giustificazioni dal fatto che l’intero settore del gioco legale e autorizzato risulta tutt’ora carente di una normativa nazionale, ferma purtroppo alla Conferenza Stato-Regioni del 2017. L’emanazione del decreto di attuazione e’ rimasta ferma al palo nonostante il governo giallo-verde attraverso il Decreto Dignità avesse considerato l’argomento definendolo prioritario. Il senatore Endrizzi probabilmente mal interpreta il principio di liberalizzazione del settore che gli operatori non hanno mai richiesto.

Se non la certezza di regole che garantiscono la continuità delle attività imprenditoriale e gli investimenti, la piena garanzia dei livelli occupazionali e ancor di più una regolamentazione omogenea. Se, come lo stesso Endrizzi sostiene, è necessario avere un ulteriore e più efficace controllo della raccolta fisica è altrettanto evidente che si impone un confronto serio su questo tema che fino ad oggi è stato limitato esclusivamente ad un inasprimento della tassazione e alla demonizzazione del gioco legale. Siamo ampiamente disponibili al confronto sui temi e sulle criticità più concrete escludendo che la propaganda, come fatto fino ad ora da movimenti e partiti politici possa avere una natura costruttiva”.