“Mi trovo a dover replicare all’ennesima dimostrazione che il vicecapogruppo Silvestri – e a questo punto tutto il Movimento 5 Stelle – non abbia capito esattamente come funzioni il sistema erariale o finge di non capirlo.

Volevo dire al signor Silvestri che non sta attaccando o tassando le grandi lobby “dell’azzardo” come scritto sull’articolo odierno ma bensì le piccole e medie imprese, ovvero chi la mattina si alza e si rimbocca le maniche per andare a fare quel lavoro che lo stesso Stato ha permesso che esista dal 2004 sino ad oggi, quello stesso lavoro “lecito” ovvero il gioco “lecito” perché come affermato nell’incontro alla Camera del giorno 20 nessuno di noi piccole e medie imprese fa “azzardo” in quanto se fosse tale si sfocerebbe sul penale.

Al vicecapogruppo Silvestri vorrei dire che non solo ha perso un’altra buona occasione per dare giusta informazione, ma soprattutto sta perdendo anche la possibilità di potersi confrontare con chi questo lavoro lo fa tutti i giorni, con tutti gli imprenditori, con gli stessi dipendenti del settore. Vista la richiesta di un tavolo tecnico fatta da molto tempo anche al ministro Di Maio e inviata personalmente dal C.N.I. e dalla S.A.P.A.R sia a Silvestri che al signor Baroni si sta perdendo l’occasione di capire che così facendo si tartassano le maestranze e non le vere lobby del gioco che nel 70% dei casi hanno sede all’estero e quindi dovete spiegarci se salvaguardate gli italiani o qualche altro vostro interesse.

Per concludere esimio vicecapogruppo Silvestri invece di farsi pregio di aver tassato le grandi lobby costituisca una commissione di vigilanza che si sinceri che le tasse in questione non vengano riversate sui lavoratori come sta succedendo da un po’ e che i concessionari non usino le armi che voi gli avete permesso di avere come quando vengono inviate raccomandate di recesso dal contratto senza poter cambiare concessionario, come da esempio riportato personalmente si può fare come con gli operatori di telefonia. Mi auguro che questo la sensibilizzi finalmente nel prendere le decisioni giuste per gli italiani”.

Gianmaria Chiodo (Presidente Nazionale CNI)