“Si è fatto passare il gioco legale come un potenziale sviluppatore di patologie particolari, si sono introdotti sistemi a livello locale che hanno creato scompiglio per le imprese, non si è tenuto conto dei protocolli acquisiti. Di fatto si è danneggiato un settore che occupa oltre 100mila addetti e genera un fatturato importante con circa 60mila esercizi commerciali che hanno come attività integrativa anche quella del gioco. C’è stata poi un’impennata dell’online, probabilmente c’è stato uno sviluppo anche del gioco non legale e ci troviamo ora in una situazione di estrema incertezza su quelle che saranno le regole del futuro. Abbiamo bisogno di un quadro di riferimento che dia certezze. Lasciamo da parte le ipocrisie che ci sono state intorno al gioco e non dimentichiamo la grossa perdita di quasi 5 miliardi per lo Stato, che non sono uno scherzo. In questo settore vanno fatte scelte diverse, la differenza di regole tra un territorio e l’altro è un grave errore. Lasciamo lavorare chi deve lavorare”.

E’ quanto dichiarato dal segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni (nella foto) all’evento online “Gioco legale, ripartenza e riordino del settore” organizzato da Mercatus – Istituto di cultura, ricerca e formazione.

“Siamo di fronte a un settore ingessato, serve un quadro di riferimento preciso ed è necessario far comprendere l’importanza del gioco legale. Ci sono tantissimi imprenditori che vivono con questo tipo di attività, l’hanno anche valorizzata. Diamo una visione diversa, proroghiamo le concessioni, evitiamo le arlecchinate che ci sono state a livello territoriale, c’è bisogno di ricostruire, ben venga un tavolo congiunto a livello ministeriale. Va valorizzato chi opera nella legalità e isolato chi lo fa nell’illegalità”.