“Bene arrivare alla legge di riordino dei giochi, ma attenzione al contenuto che avrà. A Modena avevamo 29 case da gioco nel 2016, oggi ne abbiamo 8. Credo ci siano dei punti fermi che la legge deve tener presente. La legge sul riordino è ormai improcastinabile, dovrà dare un po’ di uniformità perchè oggi ci sono normative diverse addirittura tra province. Bisognerà capire quale è il l’obiettivo principale di questa legge. Nessuno pensa che il proibizionismo sia un’opzione disponibile, bisogna capire che costo hanno i 10 miliardi annui che prende lo Stato dal gioco. Il costo su sanità, territori e il fatto di essere veicolo per lo sviluppo della malavita. Bisogna capire quanto attraverso il gioco legale le organizzazioni mafiose possono accrescere i loro bilanci. Il legislatore non dovrà azzerare le esperienze locali, ne dovrà tenere conto, e dovrà provare a costruire sinergie con tutte le associazioni che hanno davvero qualcosa da dire su questo tema. Meno case da gioco, magari anche più grandi e riconoscibili, lontane dai centri abitati e dai soggetti vulnerabili, ecco come provare a fare un riordino unitario che consideri i costi sociali del gioco d’azzardo”.

Lo ha detto Andrea Bosi (nella foto), vicepresidente di Avviso Pubblico e assessore ai Lavori pubblici del Comune di Modena, nell’ambito della presentazione di “Se questo è un gioco”, un progetto sperimentale realizzato da Avviso Pubblico e da Fondazione Adventum, attraverso il portale web www.sequestoeungioco.org.

Il progetto “Se questo è un gioco”, mira ad intercettare online il giocatore d’azzardo e i soggetti a rischio, invitandoli in un percorso di presa di consapevolezza e ad un dialogo tramite i social media, allo scopo di fornire aiuto concreto sia a loro che ai suoi familiari, con un servizio di chat di supporto e con il link diretto ai SerD di riferimento territoriale. Obiettivo del progetto è anche quello di informare e approfondire il tema del gioco d’azzardo e dei suoi correlati a favore dei media e degli stakeholder di riferimento, per configurandosi come portale di sensibilizzazione nel quale far intervenire esperti e parti interessate.