Mercoledì 12 maggio scatta la mobilitazione nazionale dei lavoratori del gioco legale, indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per denunciare la situazione drammatica di un intero settore che ormai è fermo da ottobre dello scorso anno.

Anche a Lecce i sindacati e una delegazione di lavoratori protesteranno davanti alla sede della Prefettura, in viale XXV Luglio, a partire dalle ore 9.30, nel rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid19.

“Sale Bingo, sale scommesse e gaming hallsono chiuse ormai da ottobre e non ci sono ancora prospettive di riapertura”, denunciano i segretari provinciali di Filcams Cgil e Uiltucs-Uil di Lecce, Emanuele Sozzo e Antonio Palermo. “Il comparto occupa 150.000 addetti della distribuzione specializzata del gioco legale in tutta Italia. Anche nella nostra provincia – spiegano – sono centinaia i lavoratori del comparto che rischiano di non avere più in futuro. Molti di questi sono lavoratori dipendenti occupati presso le sale gioco, le sale bingo (circa 70 gli addetti nella sala bingo di Lecce), le sale scommesse, oltre a tutti i lavoratori dell’indotto commerciale”.

“Le norme emanate dal Governo Conte, e ora dal Governo Draghi, che stanno definitivamente compromettendo l’occupazione di un intero settore produttivo, – proseguono Sozzo e Palermo – sembrano più di tipo etico-morale che sanitario; i protocolli, importanti strumenti sanitari e di sicurezza per i lavoratori e per i fruitori di gioco legale, che le parti sindacali a livello nazionale hanno sottoscritto con le controparti, nonché gli avvisi comuni sottoscritti tra le Parti Sociali e inviati al Governo, richiamano l’attenzione della politica e delle Istituzioni sul comparto, che al pari di altri settori, come ad esempio la ristorazione, deve vedere la riapertura in totale sicurezza. Inoltre – denunciano – con i luoghi di gioco legale chiusi si sta sviluppando un sistema occulto di gioco che è difficilmente rintracciabile e sta spostando l’attenzione dei fruitori fuori dalle sale”.

Nella convinzione che i lavoratori debbano avere pari dignità e trattamento dalle Istituzioni, rispetto all’intero mondo del lavoro, mercoledì 12 maggio ci saranno manifestazioni in contemporanea davanti alle Prefetture e alle sedi del Consiglio/Giunta regionale di tutta Italia, al fine di sensibilizzare le Istituzioni sul grave problema occupazionale che purtroppo si sta profilando all’orizzonte, se non si prenderanno decisioni sulla riapertura del settore.