“Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire”, protesta Paolo Gioacchini (nella foto), Vicepresidente di AS.TRO – Assotrattenimento 2007. “Se non dovessimo riprendere dal 15 giugno sarebbe un disastro e il Covid sarebbe solo un pretesto: nel nostro settore il rischio di contagio è inferiore a tante altre attività. Se non veniamo ascoltati è per ragioni politiche: qualche politico ha dichiarato che quello del gioco dovrà essere l’ultimo settore a riaprire -commenta Gioacchini-. Abbiamo avanzato le nostre proposte a tutti, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ai sottosegretari: nulla da fare. Già eravamo presi di mira, il Covid è stato il colpo di grazia. Ho 100 dipendenti in cassa integrazione, non so come faremo a riprenderci e il rischio è dare il gioco in mano alla criminalità organizzata”. E’ quanto si legge sul Corriere Adriatico.

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