Il decreto legge sulle bollette di luce e gas è – in termini generali – condivisibile negli intenti, perché rappresenta una risposta immediata agli annunciati rincari dell’energia che rischiano di gravare pesantemente sulla spesa di famiglie e piccole imprese.

Le misure previste, tuttavia, hanno un carattere sì immediato ma estremante limitato nel tempo e non affrontano in maniera strutturale il grande problema degli alti costi dell’energia in Italia.

L’impennata dei corsi delle materie prime – in particolare del gas – a seguito prima di tutto della ripresa economica si è tradotta in una potenziale stangata per i consumatori, cui il Governo sta cercando di porre rimedio con le misure proposte: l’alleggerimento del carico degli oneri generali sulle bollette elettriche per utenti domestici e micro e piccole imprese (alimentate in bassa tensione); la riduzione dell’Iva sul gas per usi civili e industriali; il rafforzamento del bonus sociale.

CNA ne apprezza l’intento, ma evidenzia che si tratta dell’ennesima misura spot che argina una situazione di emergenza, senza però risolvere del tutto il problema del costo dell’energia per le Pmi.

La bolletta che una piccola impresa paga per la fornitura energetica è la più cara d’Europa (+33,5% rispetto alla media) e quattro volte più pesante di quella di una impresa industriale italiana, come emerso dall’ultimo Osservatorio CNA sull’energia.

Gli annunciati rincari aggravano uno scenario già compromesso soprattutto da una parafiscalità che occupa la bolletta per circa il 35% senza nulla avere a che fare con l’effettivo consumo di energia. Il sistema degli oneri generali che presiedono alla bolletta ha raccolto solo lo scorso anno quasi 15 miliardi di gettito, il cui finanziamento grava in prevalenza, addirittura quasi per la metà, sulle micro e piccole imprese.

E’ per questo che CNA chiede da tempo al Governo di avviare una riforma strutturale della bolletta che estragga gli oneri di sistema spostandone la fonte di finanziamento sulla fiscalità generale; una riforma strutturale che, oltre a restituire alle imprese i giusti segnali di prezzo dell’energia, consentirebbe di guadagnare maggiore competitività sui mercati nazionali ed esteri.

Del resto, valutando che la somma di tutti gli interventi emergenziali finora varati per ammortizzare i costi energetici ha raggiunto ormai l’ordine di alcuni miliardi, CNA si chiede se non sarebbe stato più coerente e meno dispendioso tracciare un percorso – ben scandito nei tempi e nelle modalità di attuazione – che prevedesse il graduale disancoramento delle voci relative agli oneri generali dalla bolletta e un’applicazione più equa delle componenti regolate della bolletta tra le diverse categorie di utenti.