enada
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(Jamma) – “Questa è la prima edizione di Enada sotto l’insegna di Italian Exhibition Group, il nostro desiderio è quello di diventare un’azienda più grande e professionale, questo ci aiuterà ad affiancare Sapar e le imprese del settore. La fiera è un momento di business, ma anche di crescita culturale, con momenti di approfondimento e di studio, perché gli operatori possano trovare qui il seme del loro futuro”. E’ con queste parole che Carlo Costa, vicedirettore generale di Italian Exhibition Group, ha aperto il convegno inaugurale di Enada Roma.

A rappresentare le aziende del comparto, come di consueto, il presidente Sapar, Raffaele Curcio, che si è espresso duramente sull’impatto delle ultime decisioni politiche sul settore dei giochi. “Va fatto un plauso a chi anche quest’anno ha creduto e ha investito nella manifestazione. Vorrei avere una visione più rosea di quello che è. Quest’anno nella legge di stabilità sembra che il settore degli apparecchi non venga toccato, io me lo auguro, perché è già stato colpito in maniera distruttiva. Le stabilità passate hanno aumentato le casse erariali, anche se secondo me non nel lungo periodo. Con le ultime due manovre, portando il livello erariale a più sei punti, si è creato un dislivello notevole su quello che sono i margini delle aziende. Si è premuto l’acceleratore esclusivamente sugli apparecchi, e sta succedendo da 4/5 anni a questa parte”.

Inevitabilmente stanno quindi arrivando le prime conseguenze negative di questi aumenti di Preu e riduzione del payout. “Rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno il giocato sugli apparecchi è diminuito in maniera notevole, noi diciamo di circa il 10%, il monopolio tra il 5 e il 6 percento, la verità probabilmente sta in mezzo – ha spiegato Curcio -. In un settore dove dovremmo aumentare la percentuale di vincite del giocatore, quesrta invece diminuisce. Questo non è un buon servizio, il Governo sta facendo danni inimmaginabili. Ritengo che il giocatore ne uscirà sconfitto notevolmente”.

“Tutti pensano che l’operazione del governo sia intelligente e porti ad una riduzione del gioco patologico, ma io non la vedo in questa maniera, i dati ufficiali dimostrano altro – ha aggiunto il presidente Sapar -. Il livello delle giocate sugli apparecchi è rimasto costante, mentre su tutte le altre offerte di gioco è in notevole aumento. Inoltre se cala il gioco legale aumenta quello illegale, è risaputo”.

Sull’accordo in conferenza unificata Curcio è stato chiaro: “E’ delicato e molto labile, presuppone che gli enti locali mantengano la loro autonomia, ma potranno anche andare oltre quello che sarà scritto in questo decreto. Il problema non è stato risolto. Negli ultimi tre anni si sono avuti provvedimenti restrittivi da parte degli enti locali esclusivamente sugli apparecchi, tramite limiti orari e distanziometri. Se andiamo a vedere in questo periodo il gioco sulle awp è rimasto costante, sulle vlt è aumentato, ma a crescere in modo esponenziale è stato l’online, quindi non si è fatto altro che spostare l’interesse del giocatore su un’offerta meno controllabile e molto più giocabile di quanto offra un apparecchio in un bar. Abbiamo tutelato maggiormente i giocatori? Non mi pare, l’intesse del giocatore è stato spostato da una parte a un’altra, con la differenza che questo settore ha dietro una filiera importante, mentre l’online no. La voglia di tutelare il giocatore mi pare sia solo in apparenza. La riduzione degli apparecchi in se – ha affermato – potrebbe avere un impatto positivo se fosse coerente, non lo è nella misura in cui viene fatta in modo molto drastico e se colpisce anche i punti vendita. L’offerta non cambia, viene solo spostata a danno principalmente della filiera occupazionale e degli esercizi commerciali che offrono come attività secondaria il gioco, questi nei prossimi anni non potranno più farlo. Mi chiedo cosa faranno i 7mila tabaccai se gli si tolgono gli apparecchi e anche gli altri tipi di gioco, dato che si mantengono soprattutto con questo. L’offerta di gioco va razionalizzata tutta, non colpendo solo alcuni settori, altrimenti non stiamo facendo un servizio alla socialità né ai cittadini”.

“Penso che siamo stati l’unica associazione a sponsorizzare la tessera per accedere alle macchine. Nella bozza ci sono dei punti su cui c’è stata un’apertura – ha spiegato ancora Curcio -, però sono punti che rispetto alla riduzione degli apparecchi vengono dopo, mentre a mio avviso il controllo sul giocatore doveva essere la prima cosa da fare se l’obiettivo era dare una tutela in più. Sono 4 anni che si sta distruggendo un’intera filiera a colpi d’autorità basandosi sul nulla, portando vantaggi solo ad alcuni, in questo modo c’è chi trae grossi benefici e chi subisce contraccolpi importanti. Il giocatore, colui che si dice di voler tutelare, riamane invece sotto attacco da parte di un’offerta arrivata a livello esponenziale. Mi sembra che dal punto di vista politico si sia ragionato molto di più sul favorire alcuni che aiutare molti. E’ un lavoro disonesto quello fatto dal governo. La guerra mi pare sia contro il numero degli operatori della filiera, non contro il gioco, questa è la verità. C’è un discorso coerente sul favorire alcuni rispetto ad altri” ha concluso il presidente Sapar.

L’ultimo a prendere parola è stato quindi l’Onorevole Marco Baldassarre (Misto): “Spesso le cose vengono affrontate a livello politico in modo approssimativo. Speriamo che nel futuro si possano rivedere quelli che potrebbero essere errori di valutazione e mettere freno a questo martellamento verso un settore che, piaccia o no, crea occupazione e ricchezza per il Paese”.

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