“Questa fiera è una piccola bomboniera, è molto ridotta rispetto agli anni precedenti, però va un plauso a tutti gli espositori che hanno avuto il coraggio di essere qui con la speranza di ripartire”.

Lo ha detto il presidente Sapar, Domenico Distante (nella foto), a Enada Rimini.

“La demonizzazione del gioco da parte del M5S? Andare contro il settore porta voti, abbiamo poi visto che dove non c’è il gioco legale si insinua quello illegale. Sono andati avanti per la loro strada, sbagliata, dicendo che pagavamo il 20% di tasse ci hanno costretto a realizzare una serie di brochure dove abbiamo dimostrato quello che effettivamente pagavamo. Confondevano il Preu con le tasse, non sapevano neanche di quello che stavano parlando. Sul gioco pesa una una pressione fiscale totale di circa il 70% più Ires e Irap. Abbiamo chiesto vari incontri e non ce li hanno concessi, questa purtroppo è la situazione attuale” ha aggiunto Distante.

“Lo Stato non può criticare il gioco e poi prendere oltre 11 miliardi dal settore. Se il gioco fa male allora eliminatelo, ma integralmente, non solo una parte. Il gioco online non si è mai fermato, durante il lockdown sarà sicuramente aumentato, ma non abbiamo ancora i dati ufficiali. Nel gioco fisico va considerato tutto l’indotto. Siamo noi gestori che raccogliamo i soldi sul territorio” ha detto ancora il presidente Sapar.

Sull’atteggiamento ostativo delle banche verso gli operatori ha spiegato: “E’ un’altra ipocrisia totale, siamo stati dall’Abi, abbiamo spiegato, hanno capito, stiamo realizzando un vademecum per spiegare come funziona il nostro lavoro. Se non ci aprono il conto per via di un codice etico allora questo dovrebbe valere anche per chi vende alcol e tabacco. Che si fa? Chiudiamo il conto a tutti?”.

Sui giocatori patologici Distante ha concluso: “Secondo l’Istituto Superiore di Sanità il Gap non è assolutamente tra le prime forme di dipendenza. Abbiamo dovuto realizzare un video per spiegare anche questo. Anche sulla spesa di gioco non si parla mai del ritorno in vincita, sembra quasi fatto apposta. I dati diffusi sono molto diversi dalla realtà. Noi dobbiamo tutelare anche una sola persona che soffre di ludopatia, su questo non c’è dubbio. Ma chi pensa che senza gioco legale non c’è ludopatia si sbaglia di grosso”.