Sono circa 1.300 i manifestanti davanti alla sede del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna per chiedere una revisione della legge in materia di gioco d’azzardo patologico.

Si sono dati appuntamento oggi a Bologna, nelle stesse ore in cui ha preso il via la riunione del Consiglio Regionale per chiedere una revisione delle disposizioni che introducono limitazioni e restrizioni alle attività di gioco legale.

Secondo quanto riferisconogli oprganizzatori ( gestori di sale, esercenti, lavoratori e operatori del gioco) i presenti sono circa 1.300.

In concomitanza lo svolgimento del sit in davanti alla sede del Consiglio Regionale, gli esercenti e i gestori delle sale scommesse hanno deciso di proclamare la chiusura delle attività fino al termine della manifestazione.  (foto Jamma.it)

Nel corso di questi giorni i promotori della protesta hanno registrato l’adesione di diverse associazioni di categoria. Tra queste ACMI, associazione dei costruttori di apparecchi da intrattenimento. “Quanto sta accadendo a livello locale – ha detto  Gennaro Parlati, Direttore Generale di ACMI -, è lo specchio del nulla prodotto negli ultimi mesi a livello centrale. La nostra associazione chiede da tempo, insistentemente, un confronto finalizzato a definire con chiarezza il futuro di un comparto divenuto negli anni, in termini di tutela del consumatore e occupazionali, di fondamentale importanza”.

“E’ una protesta che intende mettere in evidenza i devastanti effetti della legge regionale dell’Emilia Romagna in tema di gioco ha spiegato Stefano Sbordoni, segretario generale di Utis, a proposito dell’iniziativa -una legge che produrrà l’effetto contrario per il quale è stata emanata. Attraverso il distanziometro la ludopatia non solo non verrà debellata, ma addirittura potrebbe aumentare. Inoltre si cederanno spazi alle attività illegali”.

“Dall’entrata in vigore del regolamento abbiamo cercato di sensibilizzare le istituzioni sulle criticità di questa norma cercando di riaprire un dialogo. Il nostro obiettivo è quello di riportare un po’ di ragionevolezza sulla questione, anche attraverso una maggiore informazione sulle considerazioni e gli argomenti che hanno portato, in questi ultimi tempi, regioni come la Liguria, la Puglia, l’Abruzzo e le Marche a lavorare su una regolamentazione delle attività di gioco coerente con logiche che tengano conto della realtà del settore. Il mio personale auspicio è che la Regione faccia un passo indietro per venire incontro a queste piccole imprese”, ha sottolieato Francesco Modugno, il legale che sta supportando gli operatori del gioco che hanno promosso il sit-in. “Ovviamente non mi sto riferendo ad una minore tutela del giocatore. Stiamo parlando di imprese che operano attraverso dei titoli concessori rilasciati dallo Stato, offrono servizi di gioco legale, contribuiscono a garantire un presidio di legalità sul territorio. Se l’intento del legislatore è ad esempio quello di disincentivare il gioco minorile, quale altro strumento se non le imprese legali possono rappresentare un valido supporto?”, si chiede l’avvocato Modugno.

ACADI condivide la necessità di portare all’attenzione di tutti le esigenze di tutela della libertà di impresa, dei livelli occupazionali, della legalità e della salute e del risparmio dei giocatori, compromessi dalla regolamentazione regionale, rivelatasi e riconosciuta scientificamente inefficace ed inidonea rispetto agli scopi dichiarati di tutela del disturbo da gioco d’azzardo”, scrive in una lettera aperta al Consiglio Regionale Geronimo Cardia, presidente di ACADI, associazione delle concessionarie di rete.

“Un aspetto che colpisce è dato anche dalla delibera della Giunta Regionale n. 68 del 21.1.2019 la quale tra l’altro prevede che il distanziometro espulsivo trovi applicazione anche per l’attività delle scommesse dalla “scadenza dei contratti di concessione in essere e comunque, comprese le eventuali proroghe, non oltre il 31 dicembre 2019”. In questo modo verrebbero cancellate le verticali distributive del gioco pubblico non solo degli apparecchi ma anche delle scommesse”, aggiunge Cardia.