“False le notizie sia sulla occupazione che sulla tassazione dei mini casinò. Il presidente Bonaccini, al quale abbiamo mandato una nostra missiva, tenga duro. È veramente emergenza sociale se l’Emilia Romagna è stata invasa da queste sempre più pericolose strutture che ospitano le pericolosissime videolottery. Solo a Rimini ne sono presenti 160, dove si stima ne rimarranno 10. Ma già 10 non sono troppe? Come si può pretendere sbandierando l’arma della occupazione (4/5 persone max per struttura) la presenza anche di soli 10 mini casinò a Rimini?”. Così in una nota Agcai.

“Ricordiamo che le videolottery sono presenti solo in Italia ed è inammissibile che dopo anni di presenza e dopo averne constatato gli effetti devastanti che procurano sul giocatore, alcune associazioni di categoria continuino ancora a difenderle e a nasconderne la pericolosità. Senza parlare della riduzione della percentuale di restituzione dall’85 all’83 negli ultimi due anni, con una perdita annuale di quasi 500 milioni ai danni degli ignari giocatori. Questa cifra sottratta ai giocatori serve non solo per non aumentare la tassazione sulle videolottery, ma addirittuta per aumentarne il profitto a vantaggio delle multinazionali che gestiscono in primis questo business, in quanto proprietarie sia delle apparecchiature, che delle piattaforme di gioco, nonché della maggior parte dei mini casinò.

Per esempio nell’ultima legge di bilancio il prelievo sul giocato (Preu) sulle videolottery è aumentato solo dello 0,60 e per tale motivo si sbandiera un aumento di tassazione su questo comparto nascondendo che la percentuale di restituzione al giocatore è diminuita di 1 punto con un residuo a vantaggio delle multinazionali di 0,40 equivalente a quasi 100 milioni annui. Visto che i governi, i monopoli e alcune associazioni continuano a riproporne per altri nove anni il rinnovo della concessione, non resta che le Regioni e i Comuni non permettano lo svolgimento del gioco di intrattenimento e divertimento in questi mini casinò con videolottery, anche perché di intrattenimento e divertimento come prevede la legge non hanno proprio niente” conclude Agcai.