“Un crollo dei consumi pari, nel 2020, a 128 miliardi di euro; un rischio chiusura di circa 300 mila imprese del commercio al dettaglio non alimentare e del terziario di mercato, delle quali 240 mila in diretta conseguenza della crisi di reddito e di liquidità, cui occorre sommare una stima di riduzione del lavoro autonomo, ordinistico e non ordinistico, di circa 200 mila unità”: così Enrico Postacchini, Membro di Giunta con incarico “Commercio e Città”, ha oggi sintetizzato l’impatto economico e sociale dell’emergenza COVID-19 in occasione dell’audizione di Confcommercio sul decreto “Sostegni” da parte delle Commissioni V e VI del Senato.

“Ne traiamo ragione – ha proseguito – sia per ribadire l’ormai evidente insostenibilità economica e sociale del ricorso al modello del ‘più chiusure’ e la necessità assoluta del decollo operativo della campagna di vaccinazione, sia per tornare a sottolineare l’esigenza del deciso rafforzamento  – entro ed oltre il perimetro del decreto ‘Sostegni’ – delle risorse dedicate ai ristori che verranno riconosciuti ad imprese, professionisti e partite IVA a fronte delle perdite di fatturato medio mensile registrate nel 2020 rispetto al 2019”.

“Certo – ha osservato – è stato archiviato il meccanismo dei codici ATECO e sono stati stanziati per questi interventi circa 11 miliardi di euro sui 32 complessivamente mobilitati dal decreto. Ma i soggetti interessati – pur tenendo conto dei filtri selettivi per l’accesso agli indennizzi – sono nell’ordine dei 3 milioni. Si stima così che il ristoro medio, che assume come base di calcolo un solo dodicesimo della caduta del fatturato annuo, sarà di circa 3700 euro.  Non ci siamo e, dunque, lo ribadiamo: servono ristori più adeguati in termini di risorse, più inclusivi in termini di parametri d’accesso e che tengano conto anche dei costi fissi, più tempestivi in termini di meccanismi operativi”.

Sono esigenze (adeguatezza, inclusività, tempestività) – si sottolinea nella memoria di Confcommercio – che valgono anche per le misure dedicate a turismo, montagna e cultura, professioni. Quanto ai trasporti, occorre sostenere tutto il sistema dell’accessibilità non limitandosi al solo trasporto pubblico locale. Sul versante degli ammortizzatori sociali, bene la proroga della Cassa COVID – di cui va, però, assicurata la continuità rispetto al ciclo di prestazioni precedenti – e l’ulteriore finanziamento del fondo per il parziale esonero contributivo di lavoratori autonomi e professionisti.

“Bisogna fare di più e bisogna fare presto  – ha concluso Postacchini – sia per un nuovo e robusto scostamento di bilancio, sia per affrontare moratorie fiscali più ampie e un ulteriore aspetto dell’emergenza connesso alla tenuta della struttura finanziaria delle imprese: la proroga della moratoria sui prestiti bancari e l’allungamento dei tempi per il rimborso dei prestiti assistiti da garanzie pubbliche”.