Confartigianato apprezza le misure del Dl Energia approvato dal Consiglio dei Ministri che annullano gli oneri di sistema in bolletta anche per il secondo trimestre dell’anno e riducono l’IVA sul gas al 5%. “Tuttavia – fa rilevare la Confederazione – rimangono penalizzate le PMI nelle filiere del Made in Italy che, pur non avendo consumi rilevanti, non possono accedere al credito dì imposta per energia e gas, come invece è previsto per le imprese industriali. Si tratta di una criticità da affrontare con urgenza, perché la crisi delle filiere non risparmia le imprese a minori consumi che vedono le loro bollette più che raddoppiate. Confartigianato indica in particolare le gravi difficoltà delle aziende delle filiere tessili che hanno definito i listini e chiuso i contratti prima che scoppiasse il caro-energia e ora non possono nemmeno interrompere la produzione, perché obbligate a consegnare ai clienti al prezzo concordato, pena l’applicazione dì penali per mancata fornitura e mancata vendita”.

“Le misure volte a mitigare gli incrementi dei prezzi dell’energia elettrica e del gas – adottate dal Governo con il decreto legge varato venerdì dal Consiglio dei Ministri – vanno nella giusta direzione, ma non sono ancora sufficienti. Bene, infatti, la riduzione degli oneri generali di sistema, sia per le imprese che per le famiglie, così come le norme per incrementare la produzione e l’estrazione di gas dai siti nazionali e per snellire le procedure per l’installazione di impianti offshore e a fonti rinnovabili. Tuttavia, tali interventi non sono ancora in grado di bilanciare adeguatamente l’impatto dei rincari in bolletta e di  risolvere strutturalmente i nodi che attanagliano il nostro sistema energetico”: così si legge in una nota di Confcommercio-Imprese per l’Italia.

“Resta, quindi, confermata – osserva Confcommercio – la necessità di un piano d’azione più ampio e strutturale per  contenere l’eccessiva dipendenza della provvista energetica del Paese dalle forniture estere e per affrontare in modo  organico anche il nodo degli oneri generali di sistema, il cui costo – stimato per il 2022 in quasi 17 miliardi di euro – è oggi posto a carico di famiglie ed imprese. Un piano che si misuri anche con l’esigenza del riordino della fiscalità energetica: dalla riduzione dal 22% al 10% dell’IVA sui consumi elettrici delle imprese del terziario di mercato – allineandola così a quella attualmente prevista per gli altri settori produttivi e per le famiglie – all’esclusione degli oneri generali di sistema dall’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto  ed alla riduzione del peso delle accise”.

“Si mettano, inoltre, in campo – prosegue Confcommercio – misure per compensare gli impatti negativi dell’aumento dei prezzi dei carburanti su tutta la filiera del trasporto e della logistica, a cominciare dall’autotrasporto che attende risposte urgenti dal Governo. Bene l’intervento pluriennale dedicato alla filiera automotive. Si tratta ora di tradurlo in un corposo sostegno al rinnovo sostenibile di tutto il parco circolante”.

“In generale – conclude Confcommercio – servono  misure regolatorie che assicurino mercati concorrenziali, prezzi accessibili, sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti e sicurezza dell’approvvigionamento, supportando un modello di transizione energetica che consenta di tenere insieme innovazione tecnologica, rispetto dell’ambiente e benefici occupazionali ed economici per cittadini ed imprese”.