In una nota, il presidente nazionale Sapar Domenico Distante risponde direttamente al presidente dell’Associazione Ag!Re di Forlì, Andrea Ravaldini, il quale approfittando della campagna elettorale in corso nel comune emiliano per il rinnovo del consiglio comunale, tra i temi dirimenti introduce quello del gioco e delle ludopatie. Un argomento sul quale lo stesso Ravaldini mostra evidenti lacune sia dal punto di vista della conoscenza approssimativa del fenomeno che degli strumenti per limitare i danni del gioco patologico.

“L’esordio di Ravaldini è del tutto fuori misura – afferma Domenico Distante – Tanto per restare sull’argomento il presidente dell’associazione chiede ai candidati sindaci di inserire nei loro programmi “Forlì deve diventare una città slot free”. “E’ lapalissiano – osserva il presidente Sapar – come il tema del gioco venga impropriamente accostato come unico appannaggio degli apparecchi da gioco e da intrattenimento diversamente da quanto accade nella realtà dei fatti.

Più coerente da un punto di vista etico e morale, se dobbiamo perseguire la strada della moralità che nulla ha a che vedere con il gioco consapevole, se lo slogan fosse un altro, ovvero “Forlì deve diventare una città libera dal gioco di Stato”, includendo tutte le forme di gioco pubblico i cui volumi di spesa sono accessibili a chiunque sul portale dell’ADM ma che Ravaldini non conosce”.

“Ciò che rende perplessi – aggiunge Domenico Distante – è la leggerezza con cui il presidente dell’associazione Ag!Re si esprime a proposito della ludopatia che egli definisce “non un vizio ma una malattia riconosciuta che pesa enormemente su bilanci del welfare comunale e che provoca un non indifferente impatto sociale”.

Riteniamo che il sig. Ravaldini nell’affrontare l’argomento debba conoscere in primo luogo i termini d’incidenza (da un punto di vista statistico e scientifico) sul welfare del Comune di Forlì offrendo un contributo più utile che in questo modo si trasforma in un inutile spot elettorale per sostenere qualche candidato sindaco a lui amico”.