“L’arretramento dei consumi e la stagnazione turistica proiettano sull’immediato futuro un elevatissimo rischio di chiusura delle imprese e di permanete perdita di capacità produttiva.
Valutazioni da noi diffuse indicano in 450mila le attività a rischio nel 2021, con 2 milioni di lavoratori. Per il solo settore turistico, gli andamenti in corso potrebbero tradursi in un default di oltre 200mila imprese, coinvolgendo 480mila Lavoratori. In questo quadro, il ritorno alla normalità deve essere la nostra priorità. Una normalizzazione ci permetterebbe di affrontare anche con provvedimenti idonei la piaga dell’evasione. Evitando però di ripetere iniziative quali la lotteria dello scontrino o il cashback di stato, per la quale sono state stanziate risorse importanti che sarebbero state più produttive a sostegno delle imprese“.

E’ quanto evidenzia Confesercenti nella memoria rilasciata nell’ambito dell’audizione sul DEF nelle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

“Attendiamo fiduciosi una prima immediata risposta alle istanze illustrate in questo nostro documento nel Decreto-legge Sostegni-bis (o come noi preferiamo continuare a chiamarlo “Decreto Imprese”): e quindi un rafforzamento degli aiuti ai lavoratori autonomi e alle imprese più colpite dalle chiusure tramite sostegni adeguati alle perdite realmente subite, ai costi fissi sostenuti e misure per il credito. Ciò senza dimenticare mai che il miglior contributo a fondo perduto per le imprese che fanno parte del nostro mondo consiste nel poter riaprire, quanto prima, in via definitiva. Le imprese sono il motore dell’economia e del lavoro. Solo se ripartono, riparte l’Italia”.