“La grande attesa generata dalla possibilità di accedere ad un prestito garantito dallo Stato fino a 25mila euro può diventare una delusione. L’ennesima in questo momento di crisi economica generata dagli effetti del Covid19”. Lo scrive in una nota l’Unione Italiana Tabaccai.

“Infatti l’erogazione dei soldi alle imprese da parte delle banche non è così automatica come si pensava fosse all’inizio quando c’è stata un pò di confusione e scarsa chiarezza. Premesso che le Banche devono, per loro natura e come è giusto che sia, salvaguardare il proprio patrimonio, derivante dalle raccolte fatte tra i propri clienti, (vedi gli Istituti di credito commerciali) la concessione dei prestiti può avvenire solo ad aziende che risultano sane prima della crisi Covid19. Questo significa, praticamente che le Banche devono necessariamente fare una istruttoria completa e attenta sulla capacità di restituzione dei prestiti considerando il medio ed il lungo periodo. Nonostante la contro garanzia statale.

Pare ovvio che si corre il rischio di rimanere delusi rispetto alla tempistica di erogazione. Questo perché le Banche non fungono, così come si era lasciato intravedere, soltanto da erogatore di danaro con la concessione data dal fondo di garanzia ma devono necessariamente fotografare il richiedente non solo al momento della richiesta ma, e soprattutto, sul futuro dell’impresa.

Al momento questo futuro appare alquanto incerto.

Ma non solo. Altra preoccupazione è quella relativa all’utilizzo da parte delle Banche della garanzia pubblica che potrebbe essere utilizzata a copertura di finanziamenti già in essere e deliberati senza utilizzo del fondo rischi. Questa operazione, maggiorata del 10%, può essere inserita con la garanzia del Medio Credito o della Sace.

Corre l’obbligo di esprimere un pensiero.

Ci troviamo ancora una volta difronte alla mancata valutazione degli inghippi burocratici, male tutto italiano. Se si considera che in Germania in tre giorni vengono accreditati sui conti correnti delle imprese gli aiuti da parte dello Stato dobbiamo sottolineare, ancora una volta, che in Italia ci si perde nei meandri delle istruzioni operative e delle circolari che altro non fanno se non quello di creare false aspettative.

Eppure chi ci governa è consapevole che la crisi sanitaria generata dalla pandemia Covid 19 ha creato una conseguente crisi economica che può degenerare in depressione economica con tutte le conseguenze sociali.

Un Governo che invita ad indebitarsi (ammesso che si venga ammessi al finanziamento) non può parlare di aiuto concreto alle imprese, non può sbandierare il suo intervento attestandolo con la semplice pubblicazione di un modulo di richiesta.

Non basta perciò la semplice pubblicazione di un modulo di richiesta“.