“Con riferimento al comparto dei giochi pubblici (per il quale sono previsti interventi agli art. 101, 102 e 104 del Decreto) deve richiamarsi l’attenzione sull’urgenza della tutela della rete legale. Essa è stata colpita in tutti i suoi segmenti da pesanti riduzioni dei ricavi; molti dei prodotti di gioco hanno subito una totale interruzione delle vendite di oltre 100 giorni nel 2020 e sono tuttora in condizioni di assoluta incertezza economica, a causa della straordinarietà ed imprevedibilità della diffusione del COVID-19 e dei suoi effetti sulle attività affidate in concessione”. E’ quanto si legge nella memoria di Confcommercio rilasciata in Commissione Bilancio del Senato in riferimento al Decreto Agosto.

“La protezione della rete legale, dei lavoratori e delle imprese che la gestiscono è perseguibile nel contesto attuale con il consolidamento del modello concessorio-distributivo in ottica futura, unica via che garantisce gli utenti dei servizi di gioco, contribuendo concretamente alla prevenzione del gioco minorile e delle dipendenze ed impedendo la recrudescenza delle attività criminali nella gestione dei giochi in denaro”.

In merito alla “Proroga della concessione per la gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale (art. 101)” si legge: “L’art. 101 dispone un ulteriore slittamento della stipula della nuova convenzione per la gestione dei Giochi Numeri a Totalizzatore Nazionale (GNTN) da parte di Sisal, società che si è riconfermata aggiudicataria della concessione.

In sostanza, la stipula e la decorrenza della nuova concessione è stata prorogata di 15 mesi, lasciando inalterate a favore della Sisal tutte le condizioni in essere per la conduzione del gioco (ivi incluso l’aggio attuale, pari al 3,73% dei volumi di raccolta, anziché dello 0,5% così come risultante dall’offerta economica presentata dalla medesima società per l’aggiudicazione della gara).

Posticipare di circa 15 mesi la stipula della nuova concessione significa però prorogare anche tutti i contratti della concessione in scadenza. Contratti che sono onerosi, visto il canone di 167 euro mensili che i punti vendita fisici – Bar, Tabaccherie, Edicole, ecc. – sono chiamati a versare indipendentemente dai volumi di raccolta. Occorre prevedere ex lege, e superando i contratti in essere, la possibilità per gli esercenti di recedere senza penali dal contratto con un preavviso di 30 giorni”.