«Oggi, anche per effetto della ben nota sentenza resa dal TAR LAZIO il 22 maggio 2019 e pubblicata il 24 giugno 2019 ma ancor prima della sentenza resa della Corte Costituzionale in data 8 maggio 2018 e pubblicata il 23 giugno 2018, è sicuro che a concorrere – insieme ai Concessionari, unici obbligati ex art. 1, comma 649 L. 190/2014 –, al versamento del maggior prelievo fissato in 500 milioni di euro, attraverso una riduzione sui compensi, sono tutti i cd. componenti di filiera ed ovvero i medesimi concessionari, i gestori e i terzi incaricati, ciascuno in parte qua, come del resto chiarito dalla norma di interpretazione autentica introdotta dalla cd. legge di stabilità 2016 (art. 1 comma 921 L. 208/2015).

Viene infatti precisato dal TAR LAZIO – comunica D’Ambrosio Enrico (Vice Presidente CNI) – che del suddetto pagamento debbano farsene carico, secondo criteri proporzionali di partecipazione alla distribuzione del compenso, i gestori ed anche gli esercenti in parte qua senza alcun riferimento ad un principio di solidarietà che possa legittimare, dunque, il Concessionario a chiedere l’intero importo unicamente al gestore, salvo non voler incorrere in una palese violazione delle norme codicistiche in materia di responsabilità parziaria o solidale.

Ma il dato ancor più rilevante che si ricava dalla predetta sentenza del TAR LAZIO è che risulta definitivamente sancito l’abbandono di qualsivoglia riferimento per il calcolo del dovuto al cd. dato “statico” (numero di apparecchi) in favore di quello cd. “dinamico” (volume delle giocate), come peraltro chiarito dalla norma di interpretazione autentica di cui all’art. 1 comma 921 L. 208/2015 cd. Stabilità 2016.

Si ribadisce, una volta ancora, che non si condivide il criterio di calcolo adottato dai concessionari e la richiesta economica che ne scaturisce.

Del resto altri Concessionari hanno inteso fare propri diversi e differenti metodi di calcolo sicuramente più conformi al decisum del TAR LAZIO.

Posto infatti che, come emerge dalla sentenza in commento ed in base ai dati forniti in giudizio dalla stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il tramite dell’Avvocatura dello Stato, si è potuto accertare che “le somme individuate dalla legge di stabilità 2015 in 500 milioni …[hanno] una portata equivalente all’1,06% della raccolta gioco [pari ad €  46,77 mld, tra awp e vlt, come evincibile alla pag 92 del libro Blu ADM (cfr. all. 10)] ed al 8,03 % dei compensi della filiera”, se ne ricava che il concessionario al suo gestore ed agli esercenti collegati attraverso di esso alla rete, potrà richiedere l’1,06 % della raccolta gioco registrata nel 2014, da suddividere sempre tra tutti e 3 (tre) i cd. componenti di filiera, concessionario, gestore e terzi incaricati o esercenti, sulla base dei relativi accordi contrattuali, ovvero l’8,3 % sui compensi della filiera, cioè gestore ed esercenti, registrati nel 2014.

Ancora, si potrebbe adottare anche il criterio più proporzionale facendo riferimento all’incidenza della stabilità dovuta dal concessionario sul suo compenso lordo totale (Slot – VLT). Calcolata la percentuale di incidenza la stessa potrà essere moltiplicata per il compenso totale lordo del gestore per l’anno 2014 ricavando così l’importo di stabilità proporzionale al compenso (quota esercente inclusa).

Quindi, se un concessionario deve corrispondere una quota stabilità pari al 12% del suo compenso lordo totale il gestore, come questo, dovrà corrispondere quale quota stabilità il 12% del suo compenso totale (esercenti inclusi).

In un caso specifico, un gestore richiamato al pagamento della stabilità per un importo di 49.000,00 Euro con i calcoli indicati arriva ad una quota stabilità (esercenti inclusi) di 23 000,00 euro.

Tutto ciò in linea con il principio costituzionale sancito dalla art 53 della Costituzione».

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