“Gli ippodromi sono aperti al pubblico applicando le Linee Guida decise dal Ministero delle Politiche Agricole. Il lavoro fatto dalle società di corse per rendere gli impianti accoglienti ed in sicurezza, dopo tanti mesi di chiusura , è stato molto complicato ma comunque il risultato è stato raggiunto. Ovviamente le scommesse non possono essere accettate e questo divieto è stato confermato ufficialmente da una nota dell’ADM e dal Decreto Legge che prevede che fino al 1° luglio la raccolta fisica di tutte le scommesse e’ vietata su tutto il territorio nazionale”. Così in una nota il presidente del Coordinamento Ippodromi, Attilio D’Alesio.

“Alla luce di quanto sopra cogliamo l’occasione per puntualizzare quanto segue: gli ippodromi sono dei grandi impianti sportivi all’aperto; gli ippodromi non sono “sale scommesse” come non lo sono gli stadi o i palazzetti dello sport; le corse dei cavalli sono competizioni sportive e su tutte le competizioni sportive, ormai da venticinque anni, vengono accettate le scommesse; i cavalli da corsa sono atleti come i fantini ed i guidatori; tutte le scommesse sono gestite e controllate da ADM; la presenza del pubblico, delle famiglie, dei giovani negli ippodromi e’ fondamentale per salvare e rilanciare l’ippica; senza pubblico a bordo pista ed in tribuna l’ippica non ha futuro; l’ippica ormai da oltre vent’anni cioè da quando venne tolta la gestione delle scommesse all’Unire e trasferita all’ADM non ha più alcun legame con le scommesse, che all’epoca finanziavano l’Unire; oggi i proventi delle scommesse ippiche sono ridotti ai minimi termini; l’ippica non è un gioco e gli ippodromi e le corse dei cavalli non devono più’ avere niente a che fare con le scommesse; dal prossimo 1° luglio e speriamo anche prima verranno riaperte le sale dove poter scommettere legalmente e così riapriranno anche gli sportelli negli ippodromi. Ci auguriamo che su questi punti riflettano i Ministeri competenti ed il Parlamento e si realizzi finalmente una buona e profonda riforma dell’ippica nazionale”.