Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “La recente sentenza del Tar di Bolzano può e deve essere un’occasione per gli amministratori regionali e comunali di trovare soluzioni diverse a queste inutili e pericolose leggi in materia di gioco, visto che benefici per il giocatore non ce ne sono, mentre le aziende di settore stanno subendo danni irreparabili, con risultati disastrosi anche per l’occupazione”.

Così il presidente dell’Associazione Nazionale Sapar commentando la notizia che il Tribunale Amministrativo Regionale di Bolzano ha accolto il ricorso presentato dai titolari di una “Sala dedicata” contro Comune e Provincia per l’annullamento del provvedimento emanato dalla Provincia Autonoma di Bolzano con il quale veniva dichiarata decaduta l’autorizzazione per la raccolta di gioco mediante apparecchi ex art. 110 comma 6 del TULPS, essendo l’esercizio ubicato ad una distanza inferiore a 300 metri da luoghi sensibili.

“Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti – ha proseguito Curcio – che norme proibizioniste non recano vantaggi a nessuno, se non al sindaco o governatore di turno, che cerca di attirare il consenso dell’opinione pubblica legiferando sull’argomento che in questo momento è nell’occhio del ciclone, e del quale, nella maggior parte dei casi, ignora funzionamento e rete economica ad esso legata, quali occupazione e imprese industriali”.

Il presidente Sapar ricorda che “ormai l’unica strada per tentare di arginare il problema legato al gioco problematico e patologico è formare, informare ed educare al gioco sano. Alcuni comuni italiani stanno cominciando a recepire ed accogliere le nostre istanze; mi auguro che presto questa forma mentis possa essere accettata in tutta Italia”.

Commenta su Facebook