Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – Riduzione equilibrata non solo delle AWP, ma anche delle VLT e di tutte le offerte di gioco; eliminazione delle slot dai pubblici esercizi come rimozione di qualsiasi tutela per il giocatore; prevenzione, formazione, informazione ed educazione al gioco come obiettivo primario per il governo per evitare l’abuso da parte di giocatori problematici ma non l’uso normale del gioco.

Sono questi i tre punti fondamentali su cui amministrazioni locali e governo devono lavorare per salvaguardare non solo i giocatori ma anche gli operatori e le aziende del settore giochi. Infatti secondo Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar, “quello di cui il comparto ha bisogno è un approccio maturo alla questione del gioco problematico o patologico, perché se siamo arrivati al punto che dobbiamo curare, allora abbiamo già perso la partita. L’approccio deve essere diverso, soprattutto con i giovani: piuttosto che vietare e proibire dobbiamo puntare sull’informazione, educazione e formazione degli operatori e degli esercenti, altrimenti torneremo indietro di un decennio con la rivincita del gioco illegale e soprattutto dobbiamo tener conto della minaccia invisibile e difficile da controllare, ovvero l’online, molto diffuso soprattutto tra i minori”.

Sulla riduzione degli apparecchi, Curcio ribadisce che “l’Associazione si è sempre detta favorevole ad una riduzione degli apparecchi, purché questa sia fatta in maniera equilibrata e su tutta l’offerta di gioco. Per questo il governo dovrebbe estendere la propria battaglia per la riduzione delle AWP anche alle VLT, che peraltro sono macchine di gran lunga più aggressive rispetto alle slot, e a tutti giochi come Gratta e Vinci, Scommesse, Lotto, ecc.”.

Tornando sull’ipotesi di eliminare le AWP da bar e tabaccherie, il presidente Sapar conferma:”togliere le slot dai locali pubblici sarebbe un autogol clamoroso da parte del governo, perché verrebbe meno un deterrente naturale a tutela del giocatore. Un conto è giocare in un luogo aperto e visibile a tutti, un altro è relegare gli apparecchi nelle sole sale dedicate, perché questo significherebbe legittimare l’oligopolio di pochi concessionari, creando veri e propri “ghetti” del gioco, dove i giocatori patologici saranno sempre più nascosti agli occhi dei più e sempre più isolati; inoltre si determinerà la scomparsa definitiva del gestore e di centinaia di migliaia di posti di lavoro, mentre il giocatore si ritroverà privo di tutela di fronte ad un’offerta illecita sempre più ostinata e prepotente.  In questo paese manca una cultura del gioco sano, ed è questo il principale obiettivo che il governo e le istituzioni dovrebbero perseguire”.

Commenta su Facebook