Pubblicate al Senato le osservazioni e le proposte della Federazione Italiana Tabaccai riguardanti il Dl Cura Italia “Conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

“La categoria dei rivenditori di generi di monopolio è composta complessivamente da circa 54.000 micro imprese che gestiscono l’attività per lo più con l’ausilio dei componenti di una medesima famiglia per un totale di oltre 150.000 addetti. In questo periodo di gravissima difficoltà per il nostro Paese, i tabaccai sono stati chiamati a offrire il proprio contributo alla collettività vendendo i generi di monopolio e continuando ad erogare ai cittadini servizi di pubblica utilità. Lo hanno fatto con il consueto senso del dovere, pur nella consapevolezza di mettere a repentaglio la propria salute e quella delle proprie famiglie.

Il bilancio negativo della nostra categoria in termini di vite umane potrà farsi solo a emergenza finita perché al momento annotiamo giorno dopo giorno i tabaccai che ci hanno lasciato, specie nel nord Italia. Siamo consapevoli di essere tutti in prima linea, così come siamo consapevoli che l’emergenza ha una portata nazionale e senza precedenti. Non vorremmo però che l’aver lasciato i tabaccai aperti generi in qualcuno la convinzione che i fatturati siano quelli ante crisi sanitaria. Ed in effetti, pur riconoscendo l’enorme sforzo economico che è stato fatto con le misure previste dal D.L. 18/2020, non possiamo non sottolineare l’assenza di misure specifiche in favore di chi sta servendo il Paese.

Disposizioni in favore di una categoria che dalle Istituzioni è da sempre riconosciuta come un’estensione dello Stato, in virtù dell’attività di esattore di tributi su base volontaria per la vendita dei tabacchi, dei giochi o per la riscossione di tributi locali e servizi per la collettività, ma che dallo Stato non riceve alcun aiuto specifico, neanche per tutelare quegli incassi che affluiscono direttamente all’Erario e per i quali solo lo Stato può disporre uno slittamento dei termini. Per tale ragione, in questa fase, di grosse difficoltà e di rimessione per tutti gli imprenditori chiediamo uno sforzo in più in favore delle nostre attività, e di ciò che rappresentiamo per lo Stato. Un segnale che possa tradursi per le tabaccherie come vicinanza dello stato alle “sue imprese” che possano e debbano poter continuare a lavorare con lo Stato e per lo Stato. Attività che sono riconosciute anche dalla collettività come presidi dello Stato, soprattutto nei piccoli Comuni. Presidi che, per rimanere aperti e garantire i servizi alla collettività, sostengono dei costi troppo elevati che non trovano copertura negli introiti esigui di questo periodo, anche in considerazione delle legittime restrizioni alle attività dei giochi, intraprese per evidenti ragioni di salute pubblica.

Evidenziamo quindi che:

1. circa il 50% del fatturato delle rivendite di generi di monopolio deriva dal gioco pubblico legale che a seguito di delibere dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di ordinanze regionali o comunali finalizzate al contenimento del contagio da Covid-19, è stato sostanzialmente azzerato;

2. il fatturato tabacchi, come facilmente verificabile dai dati di sell in dei principali distributori all’ingrosso, è crollato di circa il 10%;

3. gli esigui margini dei servizi di pubblica utilità non bastano certo a sostenere i costi aziendali;

4. la maggior parte degli adempimenti finanziari dei tabaccai sono direttamente o indirettamente riferibili all’Erario e corredati di tempistiche estremamente brevi e stringenti;

5. insoluti o tardivi versamenti anche di pochi giorni proprio per la loro natura tributaria comportano pesanti sanzioni amministrative fino alla revoca della concessione;

Alla luce di quanto esposto, si chiede che in sede di conversione in legge del D.L.18/2020 trovino accoglimento alcune integrazioni alle misure già previste al fine di rendere le stesse maggiormente fruibili per le tabaccherie.

Si propone in particolare quanto segue:

– Sospensione dell’apertura di nuovi punti vendita di tabacco per il biennio 2020/2021: l’attuale situazione ci ha imposto di chiedere che per il biennio in corso vengano sospese tutte le possibili istituzioni di rivendite ordinarie e speciali, nonché il rilascio di nuovi patentini.

– Sospensione delle revoche lotto sulla base del mancato raggiungimento della raccolta minima per il 2020: anche in questo caso, considerato l’impatto che si ha e si avrà sul reddito delle ricevitorie lotto per l’anno in corso, abbiamo richiesto che tale dato reddituale non venga computato nell’ipotesi di revoca per mancato raggiungimento del reddito minimo.

– Sospensione del versamento dell’una tantum sulla concessione tabacchi e lotto per l’anno 2020: al fine di non gravare sulla difficile situazione economico-finanziaria dei rivenditori abbiamo chiesto di sospendere per il 2020 il versamento dell’una tantum relativa alla “novennale”.

– Estensione alle tabaccherie del credito d’imposta previsto per botteghe e negozi per l’anno 2020: abbiamo chiesto che tale credito d’imposta, quantificato nel 60% del canone di locazione per l’anno 2020, sia riconosciuto anche alle tabaccherie.

– Abbattimento per l’anno 2020 del reddito di impresa prodotto: abbiamo chiesto che, stante le pesanti ricadute sulla categoria, possa essere riconosciuto per l’anno 2020 un abbattimento del reddito di impresa per le tabaccherie in misura pari al 10% degli aggi.

– Slittamento dei termini di riversamento delle somme raccolte per il gioco del lotto: in considerazione della difficoltà oggettiva in ordine al tempestivo riversamento delle somme relative al gioco del lotto, abbiamo chiesto che il suddetto riversamento venga sospeso fino al 30 aprile”.

All’articolo 61, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

3.bis La sospensione di cui al comma 2 si applica alle somme dovute ai sensi dell’art. 24 del DPR n. 303/90.

Relazione

Il gioco del Lotto in base alla determina a firma del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 21 marzo 2020 è stato espressamente sospeso. Oltre il 70% della raccolta del lotto deriva dalla modalità concessoria del 10 e lotto che si basa su estrazioni seguibili direttamente presso la ricevitoria in un monitor dedicato. Le misure anti assembramento finalizzate al contenimento del contagio, disposte attraverso la determina direttoriale ADM del 12 marzo 2020, avevano già hanno ridotto sensibilmente la raccolta di tale gioco, disponendo lo spegnimento di tutti i monitor, compreso quello dedicato al suddetto gioco. Pur non essendosi tirata indietro alla richiesta di restare aperta per servizi di pubblica utilità, la categoria è in forte crisi finanziaria. Si ritiene opportuno uno slittamento dei termini di riversamento di tale gioco per dare respiro finanziario ad aziende che rischiano di non riuscire più a riaprire al termine della crisi.

Proposta emendamento

All’art. 62, comma 2, dopo la lettera c) aggiungere la seguente lettera: d) relativi a somme da corrispondere a titolo di una tantum di cui alla legge 1293/57.

RELAZIONE

In considerazione della particolare difficoltà in cui versano le rivendite di generi di monopolio che, da una parte, pur rimanendo attive, hanno praticamente annullato le proprie entrate, dall’altra, non usufruiscono di meccanismi di sostegno economico previsti per le altre imprese, si reputa di dover sospendere il pagamento della somma una tantum che i rivenditori versano allo Stato per il rinnovo della concessione novennale. Trattandosi di somme molto elevate che quasi sempre vengono rateizzate dai rivenditori, la sospensione dei suddetti versamenti consentirebbe, così come già previsto dal DM 24 febbraio 2020 in prima battuta per i soli tabaccai operanti nei comuni della c.d. zona rossa, di ottenere una momentanea facilitazione (sospensione) utile per affrontare finanziariamente il gravissimo momento emergenziale.

Proposta emendamento

Dopo l’articolo 62 inserire il seguente:

Art.62 bis “Misure speciali a sostegno delle rivendite di generi di monopolio”

Al fine di sostenere le rivendite di generi di monopolio in quanto concessionari dello Stato si dispone per l’anno 2020 la riduzione, a titolo di deduzione forfetaria del reddito prodotto dalle rivendite, di cui all’art. 16 della Legge 1293/1957, di un importo pari al 10% degli aggi di cui all’art. 18 del D.P.R.600/73.

RELAZIONE

La categoria dei tabaccai da vari anni accusa una forte perdita di redditività causata dalla contrazione dei ricavi e dall’aumento dei costi. Lo Stato nel riconoscere ai tabaccai il ruolo di esattore su base volontaria per suo conto, considerato che tabacchi e giochi sono per oltre il 75% tasse, oltre che un ruolo sociale nell’ambito dell’emergenza Covid- 19, possa concedere un abbattimento del reddito di impresa prodotto, in percentuale sui ricavi derivanti dai prodotti in concessione di cui all’art. 18 del D.P.R.600/73, così da consentire alle tabaccherie di poter sopravvivere alla contrazione drastica della redditività in conseguenza della suddetta emergenza. Si precisa infine che da ogni tabaccheria traggono da vivere mediamente 3 addetti appartenenti alla medesima famiglia che non possono usufruire di alcun ammortizzatore sociale. La disposizione comporta maggiori oneri per 30 milioni di euro.

Proposta emendamento

Art. 65 (Credito d’imposta per botteghe e negozi)

All’articolo 65, comma 2, apportare la seguente modifica:

Al comma 2, tra le parole “2020” e “ed ” aggiungere “fatta eccezione per le rivendite di generi di monopolio”.

Relazione

Le tabaccherie, ancorché inserite nell’allegato 1 di cui al DPCM 11 marzo 2020, hanno subito la drastica riduzione degli incassi. Infatti, seppur ne sia stata decretata l’apertura al pari delle farmacie, parafarmacie e negozi alimentari, le tabaccherie non possono effettuare la raccolta dei giochi pubblici con vincite in denaro, i quali rappresentano circa il 50% del fatturato, in virtù delle prescrizioni sul tema varate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nonché dai singoli comuni che, tramite specifiche ordinanze, ne hanno vietato l’effettuazione.

Proposta di emendamento

Dopo l’articolo 70 inserire il seguente:

Art. 70 bis “Misure speciali a sostegno delle rivendite di generi di monopolio”

Al fine di sostenere le rivendite di generi di monopolio in quanto concessionari dello Stato si dispone:

1. la sospensione dei procedimenti di nuove istituzioni di rivendite di generi di monopolio ordinarie e speciali e di patentini per l’anno 2020 e 2021;

2. il non computo dell’anno 2020 ai fini del calcolo della raccolta annua di cui all’art 4, comma 1, D.D. 12 dicembre 2003 così come rideterminata dal art. 3 del D.D. 16 maggio 2007 per la revoca delle ricevitorie del lotto.

RELAZIONE

La categoria dei tabaccai da vari anni accusa una forte perdita di redditività causata dalla contrazione dei ricavi e dall’aumento dei costi. Ciò è riconducibile a cambiamenti nelle abitudini dei consumatori con la perdita tra il 2008 e il 2018 di circa 18 milioni di chili di tabacchi venduti sui 94 milioni di chili iniziali (circa -20%). A ciò si aggiunga la contrazione del gioco pubblico legale connessa a politiche totalmente prive di coordinamento attuate dalle Regioni in nome della tutela della salute privilegiando la strada della repressione e del proibizionismo in luogo della più efficace prevenzione. La crisi sanitaria in corso ha ulteriormente inasprito le difficoltà della categoria atteso che oltre a esserci un consumo ridotto di tabacco com’è normale stante le limitazioni alla circolazione, le delibere comunali che hanno fatto seguito a quella del sindaco di Bergamo, nel limitare al solo tabacco i prodotti vendibili hanno dato un colpo durissimo alla redditività della rete. Da una parte i tabaccai devono stare aperti sostenendo tutti i costi fissi, dall’altra perdendo il 50% del fatturato. A tal fine si propone con il punto 1. il congelamento della rete di vendita dei tabacchi lavorati che considerato il mercato in contrazione e le difficoltà congiunturali inciderebbero negativamente sulla rete esistente compromettendo la sussistenza. Solo al termine del biennio si potrà valutare le effettive esigenze di servizio. Con il punto 2. si vuole invece evitare che gli effetti della crisi sanitaria che ha pesantemente ridotto i volumi di gioco, possano comportare la revoca delle concessioni novennali del lotto affidate ai tabaccai in ragione del mancato raggiungimento di raccolta minima stabilita per legge. Si precisa infine che da ogni tabaccheria traggono da vivere mediamente 3 addetti. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano nuovi oneri di spesa per l’erario.