Il 18 novembre prossimo l’Agenzia delle Entrate comincerà a versare i contributi a fondo perduto destinati ai locali dei centri storici di 29 città italiane. Una boccata d’ossigeno importante per chi ha dovuto fare i conti non solo con il lockdown, ma anche con la scomparsa pressoché totale del turismo italiano e internazionale e ha visto, dunque, un crollo verticale dei propri fatturati.

Advertisement

“L’attenzione per il mondo della ristorazione sta crescendo, anche da parte delle istituzioni, e questo è un ottimo segnale – commenta Aldo Cursano, vice presidente Vicario di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei pubblici esercizi -. Dopo il bonus Bellanova, i contributi del mese di aprile e i versamenti disposti dal decreto Ristori, è in arrivo un’altra importante iniezione di liquidità destinata alle attività maggiormente colpite dalla crisi”.

“Tuttavia – aggiunge Cursano – ci troviamo nuovamente di fronte a un provvedimento una tantum, senza alcuna pianificazione strutturale strategica. Vengono distribuite gocce d’acqua a chi vaga nel deserto e questo non consente agli imprenditori di avere alcuna prospettiva futura. I locali dei centri storici, ad esempio, da marzo hanno perso in media il 70 – 80% dei loro fatturati ogni mese. Ora, con questo contributo, riceveranno un singolo bonifico compreso tra il 5 e il 15% dei loro volumi d’affari mensili, utile a saldare qualche fornitore ma non certo a sopravvivere a una crisi di queste proporzioni”.

Per questo Fipe – Confcommercio invita il governo a pianificare una misura strutturale standard in grado di coprire l’intera durata della crisi.

Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate (prot. n. 0352471/2020) vengono definite le modalità e dei termini di presentazione dell’istanza, che potrà essere presentata a partire dal 18 novembre prossimo fino al 14 gennaio 2021, per il riconoscimento del contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici di cui all’art. 59 del provv. c.d. “Agosto” (istruzioni).

Come si ricorderà, la norma riconosce un contributo a fondo perduto:
– a favore dei soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei centri storici delle seguenti località;
– a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 e quello del corrispondente mese del 2019, nelle seguenti misure:

a) 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro;

b) 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro;

c) 5% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro.

Si ricorda che è comunque previsto un contributo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per gli altri soggetti e detti importi minimi sono altresì riconosciuti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1.07.2019. In ogni caso l’ammontare del contributo non può essere superiore a 150.000 euro. Il contributo in oggetto non è cumulabile con quello del Fondo della Filiera Ristorazione ex art. 58 del provv. c.d. “Agosto”.