Antonia Campanella, presidente dell’associazione E.M.I. Rebus, lancia un appello a tutte le donne del comparto del gioco pubblico affinchè si mobilitino per sollecitare la riapertura delle attività almeno a partire dalla metà di gennaio prossimo.

“Dopo sei mesi di chiusura il settore del gioco legale (il settore piu penalizzato e non solo per avere il primato sui tempi di chiusura, ma anche per essere l’unico ad aver subito un aumento di tassazione durante la chiusura stessa) ad oggi vive nella forte incertezza di sapere quando e come possa riprendere le attività.
Il governo é molto attento e solerte nel predisporre la chiusura ma si dimentica quando deve stabilirne la riapertura”, commenta Antonia Campanella.
“Pur essendo il terzo settore erariale, pur avendo zone gialle – arancioni – rosse e nonostante i protocolli rigorosi adottati nelle varie attività di gioco per prevenire ogni fonte di contagio da Covid 19, il governo non si é mai soffermato neanche una volta su una possibile riapertura parziale del settore.
I lavoratori del gioco pubblico restano inascoltati dalle TV, dalla stampa nazionale e persino davanti ad una manifestazione di circa 5mila lavoratori, il governo resta impassibile. Quasi ci fosse una censura su di noi, quasi fossimo invisibili.
La previsione di una terza ondata Covid potrebbe essere il colpo di grazia per le imprese, composte da circa 150mila lavoratori, dopo aver già perso quella che é considerata l’alta stagione per le nostre attività.
Per le suddette ragioni e altre non esplicitate, é doveroso scendere in piazza con un presidio tutto al femminile del settore, richiamando la presenza e la partecipazione di tutte le imprenditrici, dipendenti, mamme, figlie, mogli che da questo settore traggono il proprio sostentamento, per manifestare in piazza Montecitorio, cercando di dare un nuovo colore, una nuova immagine di quello che realmente esiste dietro quel mondo così bistrattato e disdegnato del mondo del settore del gioco, che per i lavoratori un gioco non é”, conclude.

Chiunque fosse interessato alla iniziativa può contattare redazione@jamma.it per avere i contatti telefonici dell’organizzazione.