Con il blocco oggi della vendita di ogni tipologia di gioco, Superenalotto, WinforLife e 10eLotto, ad esclusione dei tagliandi del Gratta e Vinci, per i tabaccai è crisi finanziaria a tutti gli effetti.

“In questo periodo di gravissima difficoltà per il nostro Paese, i tabaccai sono stati chiamati a offrire il proprio contributo alla collettività vendendo i generi di monopolio e continuando ad erogare ai cittadini servizi di pubblica utilità. Lo hanno fatto con il consueto senso del dovere, pur nella consapevolezza di mettere a repentaglio la propria salute e quella delle proprie famiglie. Il bilancio negativo della nostra categoria in termini di vite umane potrà farsi solo a emergenza finita perché al momento annotiamo giorno dopo giorno i tabaccai che ci hanno lasciato, specie nel nord Italia”, spiega la Federazione Italiana Tabaccai.

“Siamo consapevoli di essere tutti in prima linea, così come siamo consapevoli che l’emergenza ha una portata nazionale e senza precedenti. Non vorremmo però che l’aver lasciato i tabaccai aperti generi in qualcuno la convinzione che i fatturati siano quelli ante crisi sanitaria. Ed in effetti, pur riconoscendo l’enorme sforzo economico che è stato fatto con le misure previste dal D.L. 18/2020, non possiamo non sottolineare l’assenza di misure specifiche in favore di chi sta servendo il Paese. Disposizioni in favore di una categoria che dalle Istituzioni è da sempre riconosciuta come un’estensione dello Stato, in virtù dell’attività di esattore di tributi su base volontaria per la vendita dei tabacchi, dei giochi o per la riscossione di tributi locali e servizi per la collettività, ma che dallo Stato non riceve alcun aiuto specifico, neanche per tutelare quegli incassi che affluiscono direttamente all’Erario e per i quali solo lo Stato può disporre uno slittamento dei termini. Per tale ragione, in questa fase, di grosse difficoltà e di rimessione per tutti gli imprenditori chiediamo uno sforzo in più in favore delle nostre attività, e di ciò che rappresentiamo per lo Stato. Un segnale che possa tradursi per le tabaccherie come vicinanza dello stato alle “sue imprese” che possano e debbano poter continuare a lavorare con lo Stato e per lo Stato. Attività che sono riconosciute anche dalla collettività come presidi dello Stato, soprattutto nei piccoli Comuni. Presidi che, per rimanere aperti e garantire i servizi alla collettività, sostengono dei costi troppo elevati che non trovano copertura negli introiti esigui di questo periodo, anche in considerazione delle legittime restrizioni alle attività dei giochi, intraprese per evidenti ragioni di salute pubblica. Evidenziamo quindi che: 1.circa il 50% del fatturato delle rivendite di generi di monopolio deriva dal gioco pubblico legale che a seguito di delibere dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di ordinanze regionali o comunali finalizzate al contenimento del contagio da Covid-19, è stato sostanzialmente azzerato; 2.il fatturato tabacchi, come facilmente verificabile dai dati di sell in dei principali distributori all’ingrosso, è crollato di circa il 10%; 3.gli esigui margini dei servizi di pubblica utilità non bastano certo a sostenere i costi aziendali; 4.la maggior parte degli adempimenti finanziari dei tabaccai sono direttamente o indirettamente riferibili all’Erario e corredati di tempistiche estremamente brevi e stringenti; 5.insoluti o tardivi versamenti anche di pochi giorni proprio per la loro natura tributaria comportano pesanti sanzioni amministrative fino alla revoca della concessione;

Alla luce di quanto esposto, si chiede che in sede di conversione in legge del D.L.18/2020 trovino accoglimento alcune integrazioni alle misure già previste al fine di rendere le stesse maggiormente fruibili per le tabaccherie. Si propone in particolare:

Sospensione dell’apertura di nuovi punti vendita di tabacco per il biennio 2020/2021: l’attuale situazione ci ha imposto di chiedere che per il biennio in corso vengano sospese tutte le possibili istituzioni di rivendite ordinarie e speciali, nonché il rilascio di nuovi patentini.

Sospensione delle revoche lotto sulla base del mancato raggiungimento della raccolta minima per il 2020: anche in questo caso, considerato l’impatto che si ha e si avrà sul reddito delle ricevitorie lotto per l’anno in corso, abbiamo richiesto che tale dato reddituale non venga computato nell’ipotesi di revoca per mancato raggiungimento del reddito minimo.

Sospensione del versamento dell’una tantum sulla concessione tabacchi e lotto per l’anno 2020: al fine di non gravare sulla difficile situazione economico-finanziaria dei rivenditori abbiamo chiesto di sospendere per il 2020 il versamento dell’una tantum relativa alla “novennale”.

Estensione alle tabaccherie del credito d’imposta previsto per botteghe e negozi per l’anno 2020: abbiamo chiesto che tale credito d’imposta, quantificato nel 60% del canone di locazione per l’anno 2020, sia riconosciuto anche alle tabaccherie.

Abbattimento per l’anno 2020 del reddito di impresa prodotto: abbiamo chiesto che, stante le pesanti ricadute sulla categoria, possa essere riconosciuto per l’anno 2020 un abbattimento del reddito di impresa per le tabaccherie in misura pari al 10% degli aggi.

Slittamento dei termini di riversamento delle somme raccolte per il gioco del lotto: in considerazione della difficoltà oggettiva in ordine al tempestivo riversamento delle somme relative al gioco del lotto, abbiamo chiesto che il suddetto riversamento venga sospeso fino al 30 aprile

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