L’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, annunciato ieri sera e valido fino al 25 marzo, non impedisce in alcun modo le attività di accudimento e assistenza dei cavalli e degli altri equidi per le normali necessità fisiologiche (escluse quindi attività di allenamento/addestramento di qualsiasi genere), oltre che per le eventuali cure veterinarie. Questa precisazione si rende necessaria, in quanto IHP ha ricevuto molte richieste di chiarimento da parte di proprietari di cavalli ospitati in centri ippici, maneggi e stalle.

L’accudimento degli animali rimane un dovere etico-morale, oltre che giuridico, anche in situazioni estreme come quella che stiamo vivendo. Tuttavia – nel rispetto dei princìpi fissati dal Governo con la campagna #iorestoacasa, tesi a evitare in tutti i modi il propagarsi del contagio da coronavirus – è bene che i proprietari di cavalli ospitati presso centri ippici, maneggi e stalle pongano in essere quanto segue:

– Preferire, laddove possibile e in accordo con gli altri proprietari, l’affidamento della gestione di tutti i cavalli presenti nella struttura a una o più persone di fiducia per tutto il periodo delle restrizioni;

– In subordine, ove non sia possibile quanto sopra, prevedere una rigida turnazione tra i proprietari che si recano presso la struttura, limitando l’accesso a una volta al giorno per ciascuna persona e solo per il tempo strettamente necessario all’accudimento degli animali;

– Durante la permanenza nella struttura, rispettare le regole di igiene e prevenzione più volte ribadite dalle Autorità e usare qualche accorgimento in più, in particolare indossando mascherina, guanti e occhiali: questo non perché ci sia alcun rischio rappresentato dai cavalli, ma perché le attrezzature potrebbero essere maneggiate da persone diverse, con relativo rischio di contagio.

Per agevolare i proprietari abbiamo predisposto un fac-simile di autocertificazione, scaricabile qui: http://www.horseprotection.it/dett_articolo.asp?id_a=1461

Oggi abbiamo scritto una lettera al Presidente e ai Consiglieri federali della FISE Federazione Italiana Sport Equestri, che ieri ha diffuso una nota a nostro parere troppo limitativa e che rischia di generare confusione. In essa, infatti si rende noto che i tesserati FISE possono recarsi dal proprio cavallo solo in due casi:

1) Se sono atleti di interesse nazionale, certificati dalla Federazione;

2) Per situazioni di necessità indifferibili, preferibilmente certificate da un veterinario.

Chiediamo che la FISE rettifichi questa posizione che potrebbe mettere in difficoltà tanti cavalli i cui proprietari si vedono bloccare l’accesso dai gestori delle strutture, col rischio che gli animali rimangano reclusi nei box per giorni. L’accudimento dei cavalli (non certo montarli né addestrarli) deve essere garantito, pur nel rispetto della normativa d’urgenza, senza che questa necessità sia certificata di volta in volta da un veterinario.

Italian Horse Protection Onlus