“Il decreto liquidità prolunga le sospensioni fiscali e tenta di sostenere le imprese cercando di costruire una ‘rete delle garanzie’, ma è ancora una risposta incompleta che lascia aperti alcuni interrogativi, soprattutto sulle tempistiche. Invece gli imprenditori, tutti, hanno bisogno subito di liquidità, senza burocrazia e nella maniera più semplice, rapida e accessibile”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in un’intervista a Il Secolo XIX.

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In merito alla fase 2 ha spiegato: “Noi pensiamo a una riapertura selettiva sulla base incrociata di tre fattori: settori di attività, età degli occupati, territori. Qualsiasi sia il criterio, va però definita una strategia chiara e condivisa, accompagnata da una preparazione sanitaria, tecnologica e organizzativa”.

E ancora: “Partire in modo graduale richiede comunque distanziamento sociale, adozione di strumenti di protezione e sanificazione degli ambienti. Gran parte del mondo del commercio e intere filiere in questi due mesi hanno azzerato i propri fatturati. Senza dimenticare ristorazione e pubblici esercizi che perdono circa 8 miliardi al mese. Le prospettive sono drammatiche, con il rischio concreto di perdere nel 2020 oltre 50 miliardi di euro di consumi”.