Confimprese chiede al Governo l’attuazione di 8 misure urgenti di sostegno a commercio e ristorazione, fra i settori più direttamente colpiti dal lockdown. In particolare si chiede la proroga della “lotteria degli scontrini” al 1 gennaio 2021.

Secondo Confimprese il decreto Cura Italia non ha preso sufficientemente in considerazione il commercio e l’Associazione chiede con urgenza anche di ridurre le rate di acconto dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’Ires e dell’Irap dovute per il periodo d’imposta in corso; di riconoscere le conseguenze del Covid-19 come causa di forza maggiore e di abbattere le commissioni per gli incassi tramite Pos.

“Prevediamo che in tutta Italia il 30% dei negozi non riuscirà più ad aprire. Nel tempo spariranno molti retailer, perchè non ce la faranno a sopravvivere. Si è creato un corto circuito tra retailer e proprietari immobiliari nei centri commerciali e centri città sui canoni d’affitto – spiega Mario Resca, presidente dell’associazione che rappresenta 350 brand commerciali, 40mila punti vendita e 700mila addetti –, con cui non riusciamo ad avviare un tavolo di lavoro comune. Chiediamo la rinegoziazione dei canoni calmierati nella fase 2 del post-emergenza, possibilmente solo sulla percentuale del fatturato fino a quando il mercato non si riprende. Il Centro Studi Confimprese certifica che il 90% delle imprese associate ha revocato i sepa per il pagamento anticipato dei canoni d’affitto per il trimestre aprile-giugno. È inevitabile che si creino tensioni con le proprietà immobiliari”.