“Occorre dare atto al Governo e ai Ministri Gualtieri e Patuanelli di aver fatto un lavoro importante. Il punto non sono le risorse che dipenderanno dalla durata di questa emergenza sanitaria ed economica ma la possibilità reale che esse arrivino davvero e tempestivamente al mondo dell’economia del Paese.

Se vogliamo davvero trasformare le preoccupazioni delle imprese, degli imprenditori e dei lavoratori, in speranze e certezze occorre semplificare, essere consapevoli che stiamo vivendo una fase di grande emergenza. Non possiamo lavorare con le vecchie regole, siamo nel pieno di una economia di guerra. Nel Dopoguerra, se avessimo avuto le regole attuali, a partire da Basilea, non saremmo mai diventati la seconda manifattura d’Europa e una delle potenze economiche mondiali. Per essere veloci, il Fondo di garanzia da attivare non deve bloccarsi sulle procedure.

Inoltre, le imprese intendono pagare e fare la loro parte ma in un periodo più lungo. Questa liquidità serve per la sopravvivenza economica. Pertanto, e purtroppo, da questa vicenda le aziende usciranno tutte con più debito, debito che andrà pagato sul lungo termine. E su questo occorrerà aprire un serio negoziato in sede europea”.

Così il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un’intervista al Mattino.

“Dobbiamo recuperare lo spirito di coesione, di unità nazionale, di comunità che in questa fase difficile stiamo vivendo, occorre insieme ai sindacati e alle forze politiche, al governo e alla comunità scientifica, lavorare sin da ora per immaginare, sognare e costruire le precondizioni e gli strumenti per entrare nelle fasi due e tre.

Servono misure per tutta l’economia. Fase uno: sopravvivenza del sistema economico attraverso l’immediata liquidità di breve, ciò che si sta facendo, ed eventualmente implementarla se dovesse servire. Fase due: graduali riaperture con tutte le garanzie per affrontare e vincere la guerra contro i contagi e la recessione affinchè non diventi depressione. Fase tre: compensare con massivi investimenti pubblici la graduale ripresa della domanda privata.

Occorre seguire le indicazioni della comunità scientifica e non perdere la lucidità nel distinguere le misure di contenimento per tutti dalla loro intensità che dovrebbe variare a seguito delle oggettive indicazioni della stessa comunità scientifica. Ci sono invece molte strumentalizzazioni, la ricerca delle colpe e degli untori e poca concentrazione sulle soluzioni. A volte si ha l’impressione che emerga il peggio del Paese: preconcetti, pregiudizi, rancore. In molti stanno sottovalutando la responsabilità del linguaggio e questo ci amareggia e delude molto.

Per questo non c’è nessuna corsa alla riapertura e nessuna divisione interna. In questo momento il Nord esprime le preoccupazioni forti di tutto il nostro mondo. Chi ha la leadership della rappresentanza deve far sentire la propria voce e agire facendo proposte.

Per quanto riguarda l’Europa, questa Europa sta discutendo troppo sugli strumenti e poco sui fini. L’obiettivo deve essere sconfiggere il Covid-19 ed evitare la recessione. È chiaro che la Bce non basta da sola: le sue politiche monetarie vanno affiancate da politiche economiche serie, coerenti e potenti.

Occorre un ritorno necessario ai fondamentali d’Europa: Pace, Protezione, Prosperità. Il nuovo asse francese, spagnolo e italiano confidiamo tutti possa diventare la nuova direzione di marcia.

Questo è il momento delle azioni immediate, del coraggio, della visione e della consapevolezza della grande emergenza sanitaria, economica e sociale che dobbiamo affrontare”.