Coronavirus. Biondo (Consigliere ASTRO): “Necessaria l’unione tra operatori per dar forza all’intero settore e salvaguardarlo nella sua interezza”

Fabio Biondo

La politica dei rappresentati associativi per gli operatori del settore del Gioco di Stato è focalizzata sugli interventi delle autorità territoriali che possono disporre limitazioni di installazione e dell’orario di esercizio per i giochi. L’emergenza Covid ha incentivato l’adozione di questa possibilità che gli amministratori locali usano, anche eccedendo nelle limitazioni. Così esistono situazioni normative diverse per gli operatori impegnati in territori diversi pur sempre dello stesso Stato italiano. Abbiamo intervistato Fabio Biondo, Consigliere AS.TRO e Responsabile per la Regione Puglia, per capire come le associazioni potrebbero intervenire per contrastare questa regolamentazione a macchia di leopardo, come ridurre i disagi per le aziende del gioco e cosa possiamo aspettarci per il prossimo futuro.

Non possiamo che iniziare da un’analisi della situazione del settore del gioco legale in Puglia

Noto che oramai ci siamo tutti abituati a considerare il settore del gioco nella sua dimensione regionale.

In effetti la realtà ormai è questa: un comparto che è nato, e tuttora dovrebbe essere, di stretta pertinenza dello Stato, si sta man mano surrettiziamente regionalizzando e questo dovrebbe far riflettere noi ma anche le istituzioni nazionali.

Nel recente passato in Puglia noi operatori del gioco abbiamo attraversato momenti difficili e la nostra presenza nelle piazze per difendere la sopravvivenza del settore è stata costante.

Ora, con la modifica della legge regionale intervenuta lo scorso anno, possiamo dire che, almeno dal punto di vista degli ambiti di competenza regionale, è stato raggiunto un sano equilibrio tra la sacrosanta esigenza di prevenire le forme di dipendenza dal gioco e quella di salvaguardare le attività imprenditoriali e l’occupazione.

E per quanto riguarda invece l’assetto nazionale del settore?

Continuiamo ad essere sotto assedio: i Sindaci gareggiano per il premio riservato a chi riesce ad inventarsi i provvedimenti più afflittivi per le nostre attività, in termini di orari di esercizio, l’imposizione fiscale ha ormai raggiunto livelli insostenibili e l’emergenza Covid ha inferto al settore delle perdite il cui ripianamento non è scontato. Ci stanno cadendo addosso delle meteoriti (l’epidemia e la crisi economica) ma sembra che l’unica emergenza sia quella del gioco. A tal proposito mi lasci esprimere la vicinanza ai colleghi di Genova per i quali è stata imposta dal Presidente della Regione la chiusura per un mese. Spero che questa volta il Governo non discrimini il settore e aiuti queste imprese che, dopo questo colpo ulteriore, non è detto che riusciranno a ripartire.

Dalle sue amare riflessioni sorge spontaneo il quesito su come il settore possa difendersi

Prima di programmare le strategie difensive verso l’esterno sarebbe opportuna una riflessione interna al settore.

Che tipo di riflessione?

Ho vissuto sulla mia pelle le contraddizioni che si annidano nel mondo del gioco. Spesso ho sacrificato il tempo da dedicare alla mia impresa e alla mia famiglia per impegnarmi nella difesa del settore dagli attacchi che gli arrivano da più fronti. Mentre accadeva tutto questo, mentre lottavamo per salvare il gioco in tutte le sue articolazioni, qualcuno tra quelli che stavano beneficiando delle nostre battaglie ma senza metterci la faccia, ne ha approfittato per fare i propri esclusivi interessi. E purtroppo continua a farlo senza pudore, non capendo che se la nave affonda non si salva nessuno.

Può essere più diretto?

Certo. Posso raccontare la mia esperienza personale che è comune a tanti miei colleghi e testimonia lo “stato dell’arte”. Proprio ora che in Puglia siamo riusciti a calibrare i nostri rapporti con le istituzioni regionali, l’attacco che sto subendo (insisto, insieme ad altri colleghi) proviene proprio dall’interno del settore: un grosso operatore, attraverso pratiche concorrenziali scorrette, sta tentando di portarmi via la clientela. Ovviamente segnalerò tutto nelle sedi competenti ma nel frattempo mi chiedo: se un domani, in virtù del ruolo che rivesto, fossi chiamato a rappresentare le istanze del settore per continuare a difenderlo da una legge o da un’ordinanza ingiusta, con quale spirito potrei farlo sapendo che delle mie azioni si andrebbe ad avvantaggiare anche quell’operatore che sta tentando, con pratiche illegittime, di mettermi fuori dal mercato? Questo è un esempio che testimonia che senza un cambio di rotta, il settore non ha futuro, soprattutto in un momento difficile come quello attuale, l’intero mondo del gioco legale ha bisogno di rappresentanze territoriali fortemente motivate e non costrette a guardarsi le spalle dai propri “amici”.

Effettivamente, capita spesso di sentire gli operatori del settore lamentarsi di queste pratiche scorrette. Come pensa che si possano superare queste difficoltà interne?

Iniziamo col dire che la prossima volta che si tratterà di organizzare delle iniziative a tutela del settore consulterò preliminarmente tutte le associazioni, rappresentative dei diversi segmenti in cui si articola la filiera, chiedendo, oltre all’adesione esplicita all’iniziativa, la sottoscrizione di un protocollo in cui ciascun componente si impegni a rispettare determinate regole nelle condotte commerciali, improntate alla massima correttezza.

Assomiglia in parte all’operazione che AS.TRO sta compiendo al proprio interno

L’operazione che stiamo portando avanti all’interno di AS.TRO è ispirata proprio dalla presa di coscienza di queste problematiche. Il modello, che spero possa funzionare da apripista per un ripensamento generale del settore, è quello di riunire “sotto lo stesso tetto” le diverse offerte del gioco lecito ma anche le imprese che, nell’ambito della stessa offerta, come ad esempio gli apparecchi, occupano i diversi gradini della filiera, per consentire di stilare delle “regole d’ingaggio” funzionali alla prevenzione e al superamento delle potenziali disfunzioni generate dai rispettivi interessi commerciali. Il tutto in vista del superiore obiettivo di dar forza all’intero settore e salvaguardarlo nella sua interezza.