Il Coronavirus non risparmia nessuno e dove la salute non è a rischio sono le ripercussioni economiche dell’epidemia a creare situazioni di disagio.

I pubblici esercizi sono vuoti, gli esercenti sono disperati perché mentre calano gli incassi resta l’obbligo di onorare gli impegni presi con i fornitori, con il fisco e con lo Stato.

I gestori delle Sale Bingo spiega Salvatore Barbieri, presidente della associazione ASCOBdovranno certamente mettere a disposizione del personale e della clientela il materiale igienico, mentre, per quanto riguarda l’accesso e la gestione delle Sale, è consigliabile organizzarsi in modo tale che sia l’accesso, sia lo svolgimento del gioco, avvengano con modalità tali da consentire di osservare la distanza interpersonale di almeno un metro”.

Abbiamo chiesto al presidente Barbieri: Vengono i giocatori in Sala?

“Nelle zone rosse le Sale sono quasi vuote, in altre parti d’Italia cerchiamo di resistere: siamo impegnati nel tutelare la salute dei giocatori mettendo a disposizione prodotti per l’igiene e rispettando scrupolosamente le disposizione del Governo ma gli incassi non sono mai stati così demoralizzanti!”.

In termini percentuali quanto è diminuita l’affluenza?

“Abbiamo grandi perplessità per il futuro prossimo, sarà durissimo superare questa emergenza. Già con la fine dell’anno avevamo registrato un 30% in meno per la raccolta di gioco con le VLT, ora è precipitata anche la raccolta con Bingo e AWP…

È urgente la convocazione di un tavolo di crisi anche per i giochi, temo che le variazioni a ribasso registrate dall’Erario a gennaio siano solo la punta dell’iceberg, sta arrivando un periodo di crisi bruttissimo che potrebbe travolgere tutto il settore”.

Cosa si potrebbe fare?

“Prima di tutto estendere i provvedimenti sull’occupazione disposti per rispondere all’emergenza Coronavirus anche alle attività del gioco pubblico. Presto saremo costretti a lasciare a casa i nostri dipendenti, anche loro meritano tutele come tutti gli altri lavoratori.

Affinché le aziende possano resistere a questa difficile condizione sarebbe auspicabile anche la postargazione del pagamento delle cartelle del Bingo: la misura potrebbe dare qualche giorno di respiro agli imprenditori. Ritardare di 60 giorni il pagamento delle cartelle, peraltro, non comporta costi importanti per lo Stato e il Governo potrebbe prevedere questa misura.

Soprattutto, però, occorre azzerare i canoni di concessione per tutto il periodo di crisi“.