“Noi non abbiamo un ruolo. Il ruolo del gestore dell’apparecchio da intrattenimento non si capisce quale sia, cosa facciamo. Penso che siamo imprescindibili. Anche in questo attuale Governo, ancora una volta, non si riesce a capire che cosa è il Preu. Purtroppo sto ancora ascoltando parlamentari che dicono che noi paghiamo il 20%”.

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Lo ha detto Domenico Distante, presidente Sapar, all’incontro “Il Gioco in Italia: tra criticità e opportunità” organizzato da Eurispes presso il Palazzo dell’Informazione a Roma per riflettere sui risultati emersi dalle ricerche condotte dall’Istituto attraverso l’Osservatorio su Giochi, Legalità e Patologie e sulle ulteriori prospettive di indagine sul settore gioco in Italia.

“Le sanzioni amministrative non fanno nulla, noi dobbiamo avere un ruolo, con delle responsabilità e chi sbaglia deve pagare. Le persone che non rispettano la legge le licenze di polizia non devono averle più. Ci troviamo con le banche che ci stanno chiudendo i conti correnti, non è tollerabile. Si parla ora ancora di un aumento del Preu, qui bisogna fare pace con il cervello. Non si può ancora una volta andare a prendere i soldi dagli apparecchi da intrattenimento, non è possibile che si colpisca sempre solo un settore, non ce la facciamo più”.