“Come comparto, come sistema concessorio una cosa che non si avverte molto in giro è il nostro desiderio di sentirci parte dello Stato. Benchè esista una natura privatistica, il rispetto alla virgola della condizione di concessione significa portare sul territorio quello che lo Stato ha deciso di fare, noi ci sentiamo parte integrante dello Stato”.

Lo ha detto Geronimo Cardia, Presidente Acadi, Associazione Concessionari dei Giochi Pubblici all’incontro “Il Gioco in Italia: tra criticità e opportunità” organizzato da Eurispes presso il Palazzo dell’Informazione a Roma per riflettere sui risultati emersi dalle ricerche condotte dall’Istituto attraverso l’Osservatorio su Giochi, Legalità e Patologie e sulle ulteriori prospettive di indagine sul settore gioco in Italia.

“Quando andiamo a vedere se una misura funziona o non funziona si pò andare a vedere cosa è successo nella storia con altri prodotti sensibili. Per capire quale è la normativa più adeguta per gestire tutti gli interessi costituzionali insieme, va valutato tutto. La nostra presenza sul territorio riteniamo sia preziosissima come fonte di informazione ma non solo per l’analisi delle giocate sui conti di gioco. In questo ci sentiamo parte dello Stato. A noi serve la normalizzazione del fenomeno, renderlo normale, oggi viene trattato in modo violento, disordinato. Ovviamente ci vuole tempo. Un passaggio necessario per ottenere questo è quello di distruggere le asimmetrie informative. Nel Decreto Dignità c’era scritto che entro sei mesi sarebbe stato fatto un riordino che garantisse l’invarianza di gettito questi mesi sono trascorsi ma non è stato fatto nulla” ha concluso Cardia.