“In questo momento di estrema difficoltà per il nostro Paese, con un futuro incerto a causa dell’improvvisa crisi di governo, ci fa piacere che il Consiglio Regionale del Veneto trovi comunque il tempo di legiferare in materia di gioco. Plaudiamo inoltre alle iniziative realizzate quest’anno per l’informazione e formazione sui rischi del gioco patologico, possibili grazie ai fondi del Ministero della Salute, ripartiti anche tra le Usl territoriali per realizzare progetti seri e utili ai fini del contrasto del gioco potenzialmente patologico. È la formazione la strada maestra per tutelare i giocatori dal rischio GAP, non norme proibizioniste”.

Così il vice presidente vicario dell’Associazione Nazionale Sapar, Andrea Lo Massaro, commentando la notizia secondo la quale il 3 settembre il Consiglio Regionale del Veneto sarà chiamato a votare sul progetto di legge in materia di gioco d’azzardo.

“Leggendo il testo del pdl – prosegue Lo Massaro – risultano palesi delle discrepanze e contraddizioni, che tra l’altro abbiamo già evidenziato nel corso di un’audizione con la V Commissione regionale: si parla di distanziometro diverso a seconda del numero di abitanti del comune, come se la dipendenza colpisse a seconda delle dimensioni della città; nel testo troviamo riferimenti al divieto di pubblicità, ai luoghi ritenuti sensibili, alle caratteristiche architettoniche dei locali da gioco ed ubicazioni urbanistiche, come se già non ci fossero norme nazionali a riguardo e linee guida dettate dalla Conferenza Stato Regioni”.

Il vice presidente ricorda quindi che “la tutela della salute pubblica non può essere garantita a discapito del lavoro altrui: in Veneto ci sono 4.835 esercizi con installate AWP e 506 con AWP e VLT (Dati estrapolati dall’Elenco Ries aggiornato al Giugno 2019) che rischiano di chiudere se dovesse passare una norma così stringente e proibizionista. Ormai sono diversi gli esempi di regioni italiane virtuose, da ultima la Puglia che grazie all’ottimo lavoro del governatore Emiliano, ha trovato il giusto equilibrio fra tutela della salute pubblica e salvaguardia dei pubblici esercizi, delle aziende di settore e dei relativi occupati. Non regolamentare privando, ma formare e indirizzare con progetti utili a sensibilizzare i cittadini sul rischio del gioco compulsivo e patologico: è questa la strada da percorrere se si vuole tutelare il giocatore”.

“Spero vivamente che il consiglio veneto valuti le proposte e osservazioni formulate nel corso dell’audizione, tenga in considerazione l’operato delle altre regioni in materia di norme sul gioco e riapra un dialogo costruttivo con le associazioni di categoria per trovare il binario corretto che contestualmente possa garantire non solo il giocatore patologico, ma anche le piccole e medie imprese di settore, i pubblici esercizi e i relativi occupati”, conclude Lo Massaro.