Nessun rischio caos con il Green pass per le aziende. L’intervento è stato attentamente pensato, studiato e voluto per far ripartire a pieno ritmo tutte le attività industriali. Basta quindi con le polemiche e gli interventi strumentali di questi giorni. Il Paese deve essere coeso e dobbiamo remare tutti insieme senza divisioni”.

Così il Vice Presidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali, Maurizio Stirpe (nella foto), ha espresso la posizione di Confindustria a Il Messaggero e al Corriere della Sera, in merito all’avvio del Green Pass obbligatorio sui luoghi di lavoro previsto dal 15 ottobre.

La richiesta di alcune regioni di riorganizzare il sistema di rilascio dei green pass dopo l’esecuzione dei tamponi, allungando ulteriormente i tempi di validità, “credo sia un intervento fuori tempo, poco comprensibile e strumentale. Alcuni Governatori stanno mettendo in discussione aspetti tecnici, penso alla durata dei tamponi, che non possono essere oggetto di mediazione politica. Le regole sono state condivise dall’esecutivo e dalle forze politiche che lo sostengono. E non si può tornare indietro. Confindustria non condivide questi distinguo a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass”, ha commentato Stirpe. E in merito ad alcune osservazioni da parte di alcune Associazioni, il Vice Presidente ha definito naturale avere pluralità di opinioni in un Sistema articolato come quello di Confindustria, anche se “sarebbe stato meglio sollevare obiezioni nello spogliatoio”.

Secondo il Stirpe, comunque, le aziende sono pronte: “imprese sia grandi che piccole si sono organizzate per tempo. Non c’è nessun rischio caos. Troppo spesso in Italia assistiamo ad una fuga dalle responsabilità e dal rigore a poche ore dal varo di una riforma. E si agitano possibili e ipotetici ritorni negativi. Le aziende, come abbiamo detto più volte con estrema chiarezza, hanno fortemente voluto il Green pass insieme all’adozione di rigorosi protocolli di sicurezza per tutelare i lavoratori e la produzione”, ha detto.

Mentre in merito alle perplessità sulla misura sollevate dai Governatori, ha sottolineato: “Mi chiedo dove fossero quando le regole sono state adottate. Eventuali posizioni differenti avrebbero dovuto manifestarsi per tempo, non ora. Farlo adesso è inutile, e crea soltanto confusione. Tutte le imprese si sono impegnate per farsi trovare pronte, hanno investito nella sicurezza e continuano a farlo.

L’impianto normativo del green pass nei luoghi di lavoro nel complesso è solido. Certo, l’applicazione nelle singole realtà produttive può evidenziare questioni particolari. Ma queste vanno affrontate caso per caso”, ha aggiunto, definendo questa polemica “dannosa per il Paese che in questo momento, invece, deve stare unito per puntare alla ripresa, creare posti di lavoro e opportunità di sviluppo”.

Il Vice Presidente ha chiarito come Confindustria e le sue imprese associate si siano preparate per tempo alla scadenza del 15 ottobre. “Oltre ai contatti costanti con tutte le articolazioni di Confindustria e all’invio e di circolari specifiche per affrontare questa nuova fase, solo pochi giorni fa, nell’ambito di un webinar con oltre 700 partecipanti, abbiamo risposto ad oltre 300 domande di chiarimento e fugato dubbi interpretativi. La consapevolezza degli imprenditori è grande, non ci sarà nessun problema nei luoghi di lavoro”.

Per noi il quadro è sufficientemente chiaro e lo abbiamo espresso anche in una circolare interna. Abbiamo fiducia nel Governo: se strada facendo si rilevasse nell’applicazione pratica la necessità di chiarire qualche aspetto sono certo che non tarderà a intervenire”, ha detto Stirpe.

I controlli e verifiche non sono destinati a ritardare l’attività delle imprese, secondo il Vice Presidente. Infatti “accanto al Green pass, strumento decisivo vorrei ricordare i protocolli sulla sicurezza e gli accordi che abbiamo siglato in questi mesi per garantire a tutti i dipendenti le maggiori tutele.

Il Green pass non darà una sicurezza al 100% ma ne aumenta il livello in maniera determinante. E il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha fatto benissimo a introdurlo nei luoghi di lavoro sia del settore privato che nel pubblico”, ha osservato.

“Certo Confindustria, e non è una novità, era ed è favorevole all’obbligo vaccinale, ma abbiamo considerato positivo anche l’obbligo del Green pass, riaffermando il principio che chi non si vuole vaccinare ha però il dovere di farsi carico del tampone. Per tutelare se stesso e gli altri. Basta osservare cosa accade negli altri Paesi dove le vaccinazioni vanno a rilento per capire quale sia la strada giusta da percorrere, sia per rilanciare l’economia, sia per garantire la salute”, ha detto.

Riguardo l’ipotesi di addebitare il costo dei tamponi alle aziende per i non vaccinati, Stirpe ha fatto notare: “Pagare i tamponi a chi non si vaccina va contro il fine con cui il Governo ha varato questo provvedimento, cioè incentivare le vaccinazioni.

La competenza delle persone non può essere usata come strumento di ricatto per le imprese. Un imprenditore deve talvolta prendersi la responsabilità di scelte svantaggiose nel breve periodo ma che rafforzano l’azienda nel lungo: in questo frangente nessun cedimento a ricatti, no al pagamento dei tamponi a chi non si vaccina, le persone vanno messe davanti alle loro responsabilità”.

Stessa ratio anche per quanto riguarda lo smart working. “Anche chi lavora da casa deve avere il certificato. La finalità dello smart working è rendere più produttiva l’organizzazione del lavoro, non offrire una via d’uscita a chi non si vaccina”, ha sottolineato Stirpe

Il Vice Presidente infine ha condannato fermamente gli episodi di violenza avvenuti sabato a Roma: “Servono coerenza e rigore nei confronti degli estremisti e, nello stesso tempo, comportamenti improntanti alla ricerca della massima coesione sociale”.