Bocciatura per 3 artigiani su 4. Pessimo debutto per la “lotteria degli scontrini”, l’iniziativa che – insieme al cashback di Natale – era stata proposta dell’ultimo governo Conte per contrastare il sommerso e gli acquisti in nero.

A respingere la proposta è l’esito di un sondaggio effettuato da Confartigianato Torino, che imputa agli altissimi costi di aggiornamento e di gestione la diffidenza da parte degli addetti ai lavori. In particolare, le categorie che maggiormente hanno espresso parere negativo sull’iniziativa riguardano l’area del benessere (parrucchieri ed estetiste) ed il settore alimentare (le gastronomie, gelaterie, i panificatori) e moda.

I problemi maggiormente sollevati sono quelli relativi ai costi per adeguare il registratore di cassa e il lettore di codice a barre (dai 350 euro in su), per poter leggere il codice lotteria esibito dal cliente, ma anche il tempo richiesto per la digitazione del codice che deve essere effettuato a mano, se il registratore di cassa non è un ultimo modello.

Infatti, il cliente che vuole partecipare alla lotteria, subito dopo la seduta dal parrucchiere o dall’estetista, deve chiedere all’esercente di modificare l’impostazione del registratore di cassa e tra il “passare” la carta di credito o il bancomat, collegarsi online, utilizzare il visore ottico per leggere il codice lotteria o digitare il numero di tessera, può trascorrere molto tempo, soprattutto in caso di problemi di connessione e fuori c’è un altro cliente che attende di entrare.

“Gli artigiani non vogliono bocciare questa iniziativa a prescindere – dichiara Giuseppe Falcocchio, referente settore benessere di Confartigianato Torino – capiamo che si voglia incentivare i consumi, ma in questo momento tirare fuori altri soldi per aggiornare il registratore di cassa, oltre a dover pagare le commissioni bancarie, per un taglio di capelli o una messa in piega, francamente ci sembra eccessivo. E poi chi dovrebbe assumersi l’onere di pagare gli inevitabili ricarichi? L’artigiano o il cliente?”.

A tutti questi elementi di criticità si aggiunge il fatto che sono venute meno le sanzioni inizialmente previste, ma il fruitore del servizio potrà segnalare al Fisco, tramite una piattaforma specifica, il negoziante o l’artigiano che non ha aderito all’iniziativa. Si potrebbe così venire a creare una sorta di “lista nera” di imprese.

Lo riporta torinoggi.it.