“Il C.N.I. presente con una delegazione all’evento Eurispes svoltosi alla sede istituzionale dei Monopoli, assieme al presidente Gianmaria Chiodo erano presenti il vicepresidente Enrico D’Ambrosio e il consigliere Vito Palo.

In una sala gremita tra rappresentanti dei concessionari, rappresentanti delle p.m.i. e vari economisti abbiamo finalmente assistito alla prefazione del presidente Eurispes Gian Maria Fara, il quale dopo aver elencato alcuni studi da loro prodotti ha evidenziato quanto sia cresciuto in maniera esponenziale il gioco online a discapito di quello fisico, quest’ultimo sicuramente più controllato per l’annosa questione del gioco minorile. Il presidente ha poi toccato la questione delle distanze e limitazioni orari facendo emergere quanto queste due regole siano totalmente deleterie e negative entrambe sia per il settore che per il giocatore in quanto limitare o allontanare il gioco lecito favorisce il gioco illecito o il famoso turismo del gioco.

Interviene il vicepresidente Eurispes Baldaqzzi che oltre a confermare quanto detto dal presidente Fara ha sottolineato ciò che noi associazioni tutte esponiamo da sempre: il divieto di pubblicità ha solo creato confusione nella ricerca da parte degli utenti di piattaforme legali legate al sistema concessorio italiano a favore di siti di altri paesi magari in mano a soggetti legati alla criminalità organizzata. Entrambi gli esponenti Eurispes hanno trovato il plauso degli operatori di settore.

Interviene in seguito poi il P.M. Russo che da una sua personale interpretazione al legame gioco/camorra che secondo lo stesso é molto forte, purtroppo immagino che per ovvia non presenza sul territorio il P.M. non sappia quanto siano stati tagliati molti cordoni che legavano queste due entità dopo la legge del 2004 che legalizzava il gioco lecito permettendo a noi imprenditori “sani” di contrastare questo legame.

Sull’intervento del direttore di Adm Benedetto Mineo non mi dilungo in quanto è stata un’autocelebrazione di quanto hanno fatto menzionando la riduzione del 34% delle awp operata dal Sottosegretario Baretta (non intervenuto e atteso dagli esponenti Eurispes e dalle associazioni di categoria C.N.I. e S.A.P.A.R.) elogiandola come una vittoria. Vede caro direttore la “scellerata” riduzione poteva essere anche una cosa positiva se non fosse stata effettuata in maniera (e mi ripeto) “scellerata” non usando un metro di misura equo ma lasciando ai concessionari la possibilità di togliere anche l’intero parco macchine di aziende con decenni di esperienza mettendo sul lastrico chi ha costruito questo mestiere.

Di tutt’altro parere l’economista Giovanbattista Palumbo che con numeri alla mano ha fatto presente quanto di sbagliato si sia fatto in questi anni da parte dei vari governi demonizzando e martoriando un settore che sino ad ora ha solo portato soldi nelle casse della ragioneria di stato.

Ultimo intervento in scaletta quello del senatore Pedrizzi che da grande esperto del settore, da non scordare che lo stesso ha partecipato alla realizzazione della legge del 2004, ha chiarito ciò che noi associazioni diciamo da anni oramai: le riduzioni del payout sono deleterie e che a fronte di un introito maggiore si sia passati dal semplice intrattenimento all’azzardo vero e proprio.

Intervenuto poi il presidente Acadi Avv. Cardia, il quale essendo esponente dell’associazione dei concessionari non poteva non plaudere e confermare quanto hanno affermato il direttore A.D.M. e il P.M. Russo. Gli ultimi 2 interventi sono stati destinati a Domenico Distante (Presidente Sapar) e il sottoscritto. Distante appena ha inziato il proprio intervento ha visto il fuggi fuggi generale da parte degli esponenti di A.D.M e delle associazioni del sistema concessorio nonché del P.M. Russo, solo gli esponenti Eurispes sono rimasti, lasciandoci stupefatti e sottolineando quanto vi sia interesse a salvare un settore che dà occupazione a 150000 famiglie, tanto che ho rinunciato al mio intervento in quanto sarebbe purtroppo risultato inascoltato e vergognosamente deserto.

Se questi sono i presupposti credo che le istituzioni abbiano chiaramente dichiarato il loro orientamento aziendalista facendo cartello con i concessionari e abbandonando totalmente i lavoratori del comparto del gioco legale.

Gianmaria Chiodo (Presidente Cni)