“Lo Stato con questi vari Dpcm ha fermato la produttività, che è pari a zero, ma non ha fermato i costi, per cui ci ritroviamo tutti con degli importi che gravano sulle nostre spalle. Ma quanto possiamo resistere ancora?”. Così Pasquale Chiacchio, Presidente di GiocareItalia, sulla crisi del settore del gioco in Italia durante i mesi dell’emergenza sanitaria. “Da quanto siamo ripartiti nel primo lockdown – ha aggiunto -, noi abbiamo rispettato le regole sanitarie imposte dal Governo con i distanziometro, il contingentamento degli ingressi, la misurazione della temperatura, i sanificatori e separatori in plexiglass. In questo settore sono occupati a livello nazionale 150mila addetti che con le famiglie superano le 600/700mila persone. È necessario per le famiglie per sopravvivere. Siamo ancora chiusi. Lo Stato deve aiutarci”.

Fanpage intervista Pasquale Chiacchio, presidente di GiocareItalia.

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