“Dopo oltre trecento giorni tra chiusure, divieti e restrizioni, ci saremmo aspettati un segnale di maggiore attenzione da parte del Governo Draghi. Non possiamo negare la profonda delusione per la decisione di riaprire le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò solo il primo luglio e cioè tra oltre 40 giorni. Le uniche note positive sono state l’aver alzato i riflettori sull’intero settore e la data certa per la riapertura, ma non basta”. Così il Presidente di “Giocare Legale” Pasquale Chiacchio (nella foto) che in rappresentanza delle associazioni A.G.S.I., C.N.I., C.G.S.S. e A.Gi.Le., commenta la scelta della “Cabina di regia” e del Consiglio dei Ministri, di posticipare la riapertura al primo luglio dell’intero settore del “gioco legale”.

“Ora però – prosegue – non possiamo perdere la calma e buttare alle ortiche l’azione di confronto, dialogo e sensibilizzazione tra l’intero settore “gioco legale” e i rappresentanti del Parlamento e del Governo, messa in atto in questi mesi. Non possiamo assolutamente dimenticare che il diffuso pregiudizio verso la categoria, è stato quasi del tutto superato grazie alle proposte che abbiamo presentato a tutti i rappresentanti del Parlamento e Governo. Non possiamo assolutamente dimenticare le manifestazioni del 18 febbraio in piazza Duomo a Milano e di Piazza del Popolo a Roma e anche l’ultima del 7 maggio sul Grande Raccordo anulare, che ci hanno permesso di ricevere una risonanza mediatica tale da permettere al Governo di comprendere la drammatica situazione che lavoratori e imprenditori sono costretti a vivere da quasi un anno”.

“La nostra azione non si ferma qui. Anzi – sottolinea Chiacchio – possiamo sin d’ora annunciare di aver attivato tutte le interlocuzioni per far sì che il Governo, torni sui suoi passi. Deve prevalere il buon senso tra i ministri competenti, per convincere il Premier a puntare su una riapertura a cavallo degli “Europei 2021”. Far riaprire le agenzie di scommesse a campionati europei quasi terminati è come aprire le spiagge a dicembre. E stiamo parlando di attività gestite per conto dello Stato. Inoltre siamo attivi per le interlocuzioni con le Regioni, almeno quelle in “zona bianca” prima del 1 luglio, per consentire aperture anticipate”.

“Non possiamo alimentare facili entusiasmi, ma è nostro dovere provarci. Ma mai come oggi l’intero settore deve dimostrare maturità e unità di intenti. Basta non le sterili polemiche, che non portano da nessuna parte e soprattutto basta con apprendisti stregoni, che hanno solo l’intento di buttare fumo negli occhi a tutti noi”, ha concluso Chiacchio.