“Le ultime iniziative varate dal Governo? Sconcertanti da più punti di vista. Potremmo disquisire sul merito (incentivo all’uso della moneta elettronica ma soprattutto, lotta all’evasione fiscale, ritenuta, come da stereotipo, appannaggio esclusivo di commercianti e artigiani), ma rimaniamo solo sul metodo”.

Così Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana su Cashback e Lotteria degli scontrini.

“Inopportuno il periodo. Siamo in piena pandemia quasi da un anno, con tutte le ripercussioni economiche del caso, i negozi hanno appena riaperto, non c’è liquidità, mancano gli incassi e crescono i debiti. Eppure, paradossalmente, il Governo ci impone spese per adeguare i nostri registratori di cassa al funzionamento dei nuovi giochini introdotti” commenta Cioni.

“Inopportuni i costi sostenuti dallo Stato per realizzare l’infrastruttura tecnica alla base di Cashback e Lotteria, dall’app Io al nuovo sito delle Dogane. Denari che, visto il periodo, avrebbero potuto essere meglio impiegati, per esempio nei ristori alle imprese o nella cassa integrazione dei nostri dipendenti, oppure per eliminare i costi derivanti dalle transazioni e tenuta pos, così da stimolare veramente il ricorso ai pagamenti elettronici” prosegue Cioni.

Al danno, però, si aggiunge spesso la beffa e questo è uno di quei casi.

“La tecnologia del Cashback, infatti, non sta funzionando e alle segnalazioni di disservizio lo Stato replica chiedendoci di avere pazienza – spiega Cioni – Magari è un suggerimento: potremmo adottare lo stesso atteggiamento in sede di pagamento di tasse e imposte. Comunque, visto che si è impreparati (e tremo a pensare a ciò che potrebbe accadere dal 1 gennaio con il via della lotteria), non sarebbe stato meglio rinviare l’entrata in vigore di questi nuovi provvedimenti?”.

“Sarà pure un progetto nato con le migliori intenzioni, ma abbiamo molto dubbi sulle effettive finalità e sulla sua funzionalità, ma soprattutto non abbiamo dubbi sul fatto che costituirà un ulteriore costo e impaccio burocratico per le nostre imprese”.

Alessandra Papini, segretario generale di Confartigianato Arezzo, affronta cosi il problema della cosiddetta “lotteria degli scontrini” promossa dal Governo a partire dal prossimo 1 gennaio 2021, ma per la quale le prime richieste dei codici da presentare ai commercianti al momento degli acquisti si è di fatto già messa in moto.

Per capire l’entità della questione basti pensare che nella sola giornata del primo dicembre, quando si è aperta la registrazione sul sito dedicato, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha registrato oltre 472mila richieste. In base a quanto stabilito dal Governo, gli esercenti sono tenuti a dotarsi di registratori telematici per inviare i dati fiscali giornalieri direttamente all’Agenzia delle entrate, e su questa base di trasferimento si inscrive anche il sistema della lotteria degli scontrini.

“Questa misura – spiega ancora Papini – da una parte dà la possibilità ai consumatori di vincere dei premi, ma per gli artigiani, le piccole imprese e i commercianti, significa sostenere nuovi costi per adeguare il proprio registratore di cassa. Un costo di alcune centinaia di euro che va sostenuto per abbinare il codice del cliente allo scontrino che si sta per battere”.

Per poter partecipare alla lotteria, infatti, il cliente deve chiedere al negoziante di registrare il codice lotteria attraverso un lettore ottico collegato al registratore telematico che trasmetterà i dati direttamente all’Agenzia delle entrate.

È fondamentale, quindi, che il registratore di cassa sia adeguato per supportare la nuova procedura. Gli artigiani che vogliono fornire questo servizio ai propri clienti dovranno verificare con il proprio fornitore se il registratore di cassa supporta questa modifica attraverso il codice seriale. Se questo è possibile si dovrà procedere all’acquisto del software e all’intervento da fare sul registratore di cassa.

“È evidente, quindi – insiste Papini  –  che la lotteria degli scontrini può diventare un’altra gabella per le imprese, che stanno già attraversando un periodo difficile e alle quali non basta l’avvicinarsi delle feste natalizie per sperare di risollevare la situazione. Temiamo quindi che questo tipo di iniziative, malgrado le annunciate buone intenzioni, possano trasformarsi in un ulteriore aggravio per le imprese, costringendole a sostenere ulteriori costi in questa fase di emergenza sanitaria che è diventata anche un’emergenza economica”.

“Per questo – specifica il segretario generale di Confartigianato –  chiediamo che la misura venga rinviata per dare più tempo alle imprese di adeguarsi e che comunque il costo sostenuto venga trasformato in credito d’imposta: la Confederazione nazionale ha richiesto, infatti, all’Amministrazione finanziaria un incremento del credito d’imposta per l’acquisto o adeguamento del  registratore di cassa, attualmente stabilito rispettivamente in 200 euro e in 50 euro per le sole spese sostenute negli anni 2019 e 2020, e la conferma che rientrino nell’ambito del credito anche le spese sostenute per gli adeguamenti successivi alla prima installazione dei registratori stessi”.

“E se lo scopo effettivo di questa operazione del Governo – conclude Papini  – è la lotta all’evasione fiscale, forse si potrebbero trovare metodi più consoni rispetto a quello di promuovere l’ennesima lotteria, creando così il rischio di ulteriori occasioni di incremento della già troppo diffusa ludopatia, un male che certo non porta a miglioramenti della situazione sociale già complessa.”